La coramella è essenzialmente una striscia di cuoio. Esistono coramelle con diversi tipi di cuoio, che si differenziano in base al livello ed al tipo di finitura. Invece, in base al principio di "funzionamento", possiamo distinguere tra:
-Coramelle da appendere: sono semplicemente strisce di cuoio, che dispongono ad una estremità di un gancio o un cordino per fissarle da qualche parte, e spesso anche di una maniglia di qualche tipo da afferrare all'estremità opposta.
-Coramelle rigide o Paddle Strops: sono coramelle con supporto rigido e manico in legno. Il cuoio è fissato al legno, a volte con interposto uno strato di spugna o altro simile materiale morbido.
-Coramelle a vite: la striscia di cuoio è fissata ad una struttura metallica con un manico e un sistema a vite per garantire il tensionamento.
Un'opzione è la striscia di lino o cotone, di cui dispongono molte coramelle oltre a quella in cuoio.
A cosa serve
La coramella serve a mantenere il filo del rasoio. Come è noto da secoli di esperienza, l'uso della coramella prima della rasatura migliora le prestazioni della lama e quindi il comfort della rasatura. Usata regolarmente, la coramella mantiene il filo in buono stato rendendo più sporadiche le riaffilature su pietra (che restano comunque necessarie). Infine, la coramella può essere usata anche dopo la rasatura per pulire più efficacemente da microresidui cutanei e di sapone il delicato filo del rasoio, senza timore di danneggiarlo.
La coramella non serve per affilare. Il cuoio non ha praticamente alcuna proprietà abrasiva, non rimuove materiale in maniera significativa e quindi non affila.
Come si usa
E' necessario tenere ben tesa la coramella. Se è da appendere, la si tende a mano; non troppo (non è necessario estirpare il supporto al quale la avrete fissata!): è sufficiente che resti ben dritta e piana. Se è di tipo paddle il cuoio è montato sul legno in maniera tale da restare teso, e se è a vite è il sistema a vite a regolarne il tensionamento; con queste coramelle basta badare di impugnarle saldamente e comodamente.
Si appoggia il rasoio sul cuoio, piatto, in modo che il filo e il dorso della lama siano entrambi in contatto con la superficie della coramella.
Lo si fa avanzare dalla parte del dorso; cioè lo si allontana da sè con il dorso che guarda avanti e il filo che guarda verso di sè.
Giunti in fondo alla coramella, senza sollevarlo lo si fa ruotare sul dorso disponendolo nella posizione adatta ad iniziare un identico percorso "di ritorno" con verso di sè, con il dorso che avanza. Importante girare il rasoio ruotandolo sul dorso e non sul filo!
Spesso la coramella è più stretta della lama: in questo caso è necessario far avanzare il rasoio sulla coramella eseguendo un movimento diagonale, in modo da coprire l'intera lunghezza della lama.
Almeno agli inizi, è importante mantenere in ogni momento la minima pressione possibile: non bisognerebbe calcare assolutamente, l'unica pressione deve essere quella dovuta al peso proprio del rasoio.
Non cercare da subito di effettuare il movimento molto velocemente, come si vede fare in certi film: è il modo migliore per rovinare il rasoio (vedi sotto). All'inizio, concentrarsi unicamente su un'esecuzione corretta del movimento.
La coramella si usa prima di radersi; non è necessario immediatamente prima, con il viso già insaponato; si può anche fare qualche minuto prima, e addirittura la sera prima, non cambia molto...
Dopo aver terminato l'affilatura di un rasoio sulle pietre, si deve usare sempre.
Il numero di "giri" andata-ritorno è una questione di preferenze personali, indicativamente vanno bene 30-60 prima della rasatura e 100 dopo un'affilatura o un lungo periodo senza usare il rasoio.
Il lato in lino (o cotone) di cui alcune coramelle dispongono è sempre una superficie da utilizzare per "scoramellare", con caratteristiche un pò diverse da quelle del cuoio: essendo più grossolanamente ruvido "ripulisce" meglio il filo ma magari non lo raddrizza. Chi lo ha può decidere di usarlo oppure no, insieme al cuoio: di solito si usa prima del cuoio per un numero di giri minore, "classico" è il 30 lino/50 cuoio.
Errori comuni e domande frequenti
Ma dopotutto, una coramella è proprio necessaria?
Sì! E' assodato che la coramella è un accessorio fondamentale per mantenere in buone condizioni un rasoio e incrementare la durata del filo, riducendo la frequenza delle affilature sulle pietre. E' l'unica cosa che veramente serve, insieme ovviamente al rasoio stesso!

Devo usare le paste abrasive?
NO!. Non si "deve", sicuramente.
La coramella, abbiamo visto, non serve per affilare. Le paste, invece, sono costituite da un medium "cremoso" contenente particelle abrasive: vari ossidi, come il famoso ossido di cromo di colore verde, oppure diamante. Di conseguenza sono appunto abrasive, cioè rimuovono materiale, cioè affilano. Ora, alcuni usano le paste per sostituire le pietre in vari stadi dell'affilatura; ma in linea di massima le paste si prestano soltanto ad un ritocco finale. Come minimo, si può dire che affilano in una maniera molto diversa da come lo fanno le pietre, se non altro perchè il movimento che si compie con il rasoio su una coramella (anche spalmata di paste) è contrario a quello che si compie sulle pietre: in effetti le paste tendono a rendere convesso il bisello. Le paste abrasive si possono utilizzare per "rinfrescare" un filo già un pò usurato, ma non deve essere la regola perchè se ne potrebbe limitare anche la durata.
Insomma, le paste abrasive sono uno strumento in più rispetto alle pietre e alla coramella, hanno un effetto e scopi diversi da entrambe e non sono assolutamente necessarie. Se un rasoio è poco affilato è improbabile riuscire a migliorare la situazione solo con le paste.
E' bene non considerare "normale" l'uso delle paste abrasive.
Se la vostra coramella ha già un lato con la pasta abrasiva, usatela il meno possibile, e solo quando il rasoio comincia a "perdere colpi". Se non ce l'ha, non c'è nessun motivo per voler comprare delle paste da applicarvi, a meno che non abbiate già pietre per affilare, sappiate usarle e vogliate provare qualcosa di diverso.
Detto questo, le paste abrasive si applicano solitamente sulla striscia di tessuto (lino o cotone). Se si decide comunque di applicarle sul cuoio, è ovviamente necessario disporre di due coramelle in cuoio per poterne mantenere almeno una pulita, da usare senza paste: una volta sporcato il cuoio con la pasta, non è più possibile tornare indietro! Per le paste si può anche utilizzare come supporto un'assicella di legno liscio e un pò poroso, come il balsa.
Esecuzione scorretta del movimento e danni conseguenti
E' facile danneggiare un rasoio usando male la coramella. Il filo è così sottile che basta veramente poco per piegarlo: è sufficiente un pò di pressione in più, oppure che il dorso si sollevi per un istante durante il movimento, oppure ancora che la coramella non sia perfettamente piana, causando la presenza di asperità in corrispondenza delle quali il filo tocca solo su una breve lunghezza determinando una pressione localmente elevata.
Questo tipo di danneggiamento al filo non sempre è visibile ad occhio nudo, ma se è esteso all'intera lunghezza della lama si "sente" sulla pelle, eccome: il rasoio non potrà più radere confortevolmente. In questo caso raramente il danno è riparabile usando la coramella con più attenzione: normalmente è necessario ritornare sulle pietre, a volte addirittura ripartendo da quelle da affilatura (grana #4000).
E' necessario quindi prestare grandissima attenzione alla corretta esecuzione del movimento, e soprattutto ad esercitare meno pressione possibile. Bisogna accettare il fatto che è necessario acquisire la "memoria muscolare" del movimento, e che questo richiede diverso tempo, forse anche più di quello necessario per imparare ad usare il rasoio per radersi.
Alcuni tipi di rasoio potrebbero beneficiare di una pressione maggiore, oppure di una coramella tenuta un pò meno tesa, che si incurvi durante l'uso; ad esempio certi wedge con un bevel molto ampio. Queste sono considerazioni che richiedono una certa esperienza; agli inizi è meglio attenersi alle regole sopraesposte, poca pressione e coramella ben tesa, con tutti i rasoi.
Velocità
Molti riportano una scarsa efficacia se il movimento sulla coramella è compiuto troppo lentamente. Anche se non è ancora chiaro se si tratti di un fatto dovuto all'attrito, o piuttosto del fatto che compiendo il movimento più velocemente è più facile restare leggeri.
Quindi, dopo aver imparato ad eseguire correttamente il movimento, è bene puntare anche ad eseguirlo velocemente. Niente di fulmineo, 40-60 "giri" (avanti e indietro) al minuto è una buona velocità.
Manutenzione della coramella
Il cuoio è un materiale naturale, che tende a deteriorarsi o come minimo a subire trasformazioni nel corso del tempo in seguito all'esposizione agli agenti atmosferici. Conservare la coramella in un luogo fresco e asciutto!

Prima dell'utilizzo, molti consigliano di strofinare il cuoio velocemente con il palmo della mano. Questo andrebbe fatto in particolare all'inizio, per facilitare il "rodaggio" di una coramella nuova.
Per mantenere il cuoio in perfetto stato, potrebbe servire "nutrirlo" saltuariamente (non dovrebbe esserci bisogno di farlo prima di vari anni di utilizzo) con olii o grassi di vario tipo: il classico grasso del calzolaio (foca?), o le creme studiate appositamente per rinvigorire il cuoio, in particolare quelle a base di neatsfoot oil (olio di piede di bue). Ma anche olio di mandorle, o crema per mani (a base di glicerina). Esiste anche un'apposita pasta (tubetto giallo) prodotta dalla Dovo. Prima di eseguire interventi di questo tipo sarebbe comunque meglio consultare un esperto per non rischiare di danneggiare il materiale; meglio ancora se possibile, informarsi al momento dell'acquisto presso il fabbricante.
Alcuni tipi di cuoio non andrebbero mai trattati, in nessun modo.
Eventuali tagli, derivanti da un utilizzo scorretto della coramella, non devono preoccupare se di estensione ridotta e non passanti, e non inficiano la funzionalità della coramella, mentre sicuramente avranno danneggiato il rasoio che li ha provocati...
E' comunque possibile rimuoverli o regolarizzarli eliminando eventuali lembi, utilizzando la pietra pomice o anche una carta vetrata fine (avendo cura di lasciare una superficie uniformemente piana su tutta l'estensione della coramella).
Se la coramella ha preso pieghe innaturali, magari dopo essere stata riposta arrotolata per lungo tempo, è possibile raddrizzarla appoggiandola su una superficie piana facendovi rotolare sopra una bottiglia, magari piena di acqua calda.
Appendice
Come funziona la coramella?
Come accennato in precedenza, il cuoio pulito non ha praticamente alcuna proprietà abrasiva, e non altera in maniera significativa il filo del rasoio.
Ciò è stato mostrato ad esempio da Verhoeven, che ha osservato al microscopio SEM ad un ingrandimento elevato il filo di alcuni rasoi prima e dopo il passaggio su cuoio [1].
Eppure l'esperienza quotidiana sembra suggerire il contrario, dimostrando non solo come un uso regolare della coramella mantenga efficiente il rasoio, ma anche come, dopo l'affilatura su certe pietre naturali, il cuoio da solo sembri migliorare significativamente le prestazioni del filo, misurate tramite il "test del capello".
A riguardo ognuno ha le sue convinzioni e ci sono innumerevoli ipotesi, ecco alcune tra le più diffuse:
- Il filo del rasoio è estremamente sottile: l'apice ha una dimensione dell'ordine del millesimo di millimetro. Di conseguenza basta poco, anche l'incontro con un pelo, per deformarlo leggermente. Dopo la rasatura, il filo del rasoio presenta quindi asperità ed ondulazioni, e la coramella serve per raddrizzarlo consentendo un maggior comfort alla rasatura successiva e aumentandone la durata.
- Dopo alcuni giorni (una settimana almeno) che il rasoio non viene usato, l'estremità del filo, che molto si presta a questo a causa della sua conformazione, inizia a micro-ossidarsi. "Micro" significa che questa "ruggine" non può essere vista ad occhio nudo o con una lente, ma c'è... e la coramella è lì apposta per rimuoverla, riportando in condizioni perfette di servizio un rasoio dimenticato da qualche tempo.
- Dopo l'affilatura sulle pietre, il filo del rasoio presenta microscopiche asperità; anche le pietre più fini inoltre possono lasciare un accenno di burr, una "bava" (filo morto) all'estremità del filo. La coramella, usata in questo caso con particolare impegno, rimuove le asperità che anche le pietre più fini possono lasciare.
- E' inoltre possibile che, non essendo il cuoio perfettamente rigido, la superficie si infletta sempre, microscopicamente, in corrispondenza dell'estremità del filo; in questo modo anche le capacità affilatorie del cuoio, normalmente irrilevanti, possono avere un effetto maggiore esplicandosi su una porzione di superficie molto ridotta, e/o determinando un lieve effetto di arrotondamento o creazione di un microscopico doppio bevel o bevel convesso. Se ne parla qui.
La scelta tra questi materiali è, come spesso accade, una questione di preferenze personali.
- VITELLO: il vitello è senza dubbio il cuoio più usato, per ovvie ragioni di disponibilità (molto alta) e costo (relativamente contenuto). Il grado utilizzato per le coramelle è morbido e molto liscio, ma è molto poco amico delle intemperie: si macchia facilmente e ha un "trasporto"* parecchio mediocre.
- CAVALLO: il cavallo sotto quasi tutti gli aspetti è più difficile del vitello. Meno comune, più duro da cucire, complesso da tingere e simili. In compenso è enormemente più resistente (i Navy SEALs usavano cuoio di cavallo per le loro attrezzature marine). Teoricamente dovrebbe avere un trasporto enorme e presentare una superficie molto più uniforme. Il rovescio della medaglia? Se si sbaglia col rasoio sono dolori (per il filo).
- LATIGO: è una variante del cuoio Suede. In altre parole si tratta di crosta di pelle trattata con olio e pressata tra due rulli. Si ottiene un finissaggio molto simile alla pelle fiore, sebbene diversa al tatto. In genere si fa col cuoio di manzo e viene adoperato per selle e oggetti da equitazione (utilizzato insieme al cavallo dall'artigiano americano Tony Miller)
- CUOIO DI RUSSIA: indica un metodo di concia vegetale, al cui termine al pelle viene spalmata con un composto di olio essenziale di betulla e grasso di foca. La sua fondamentale caratteristica è l'impermeabilità (Utilizzato ad esempio per alcune coramelle DOVO, che probabilmente lo sceglie per questo motivo).
- CORDOVAN: si prepara con il muscolo fibroso che si trova nel quarto posteriore del cavallo. E' parecchio resistente e in genere si usa per fare le tomaie delle scarpe. (Utilizzato per le coramelle Kanayama)
- NAPPA: utilizzata dal nostro Paciccio e da Mastro Livi, è un tipo di pelle molto morbida e soffice, caratterizzata da un trasporto elevatissimo, nessun bisogno di rodaggio, e grande delicatezza dell'azione sul filo grazie alla regolarità della superficie e della grana; è poco robusta.
Marche e fabbricanti
Le marche più note ancora in produzione attualmente sono Dovo, Streich-Riemen, Thiers-Issard.
Gli artigiani produttori di coramelle sono diventati sempre più numerosi negli ultimi anni, al punto che sarebbe impossibile citarli tutti. Mi limiterò ad una selezione di più noti.
- Innanzitutto come non cominciare dal nostro Paciccio, sempre più apprezzato in Italia e all'estero per l'eccezionale qualità delle lavorazioni su misura, ma anche per la disponibilità di materiali unici, come la preziosa nappa e i pellami scamosciati.
Ma non si può non citare anche Giancarlo che da anni offre a novizi ed esperti coramelle realizzate con cura e passione in cuoio di ottima qualità, a prezzi simbolici. - Neil Miller, artigiano britannico, offre coramelle su misura nei materiali più disparati, e coramelle rigide con superfici multiple intercambiabili grazie ad un sistema di magneti.
- Anche The Invisible Edge, altro sito britannico, offre le proprie coramelle su misura.
- Tony Miller, statunitense, tra i primi ad offrire coramelle vegan-friendly in pellame sintetico.
- Mastro Livi produce alcuni modelli di coramelle.
- Lo shop statunitense Straight Razor Designs offre una propria linea di coramelle, Classic Shaving è l'unico sito specializzato a vendere quelle di Handamerican
- Un caso particolare sono le Kanayama, realizzate da un artigiano giapponese depositario (e apparentemente unico superstite) della tradizione nipponica di fabbricazione di coramelle, con un particolare cordovan frutto di un processo di concia segreto tramandato di padre in figlio... Purtroppo pare che con l'avanzare degli anni il sig.Kanayama non sia più in grado di garantire la costante ed eccezionale qualità per cui le sue coramelle erano famose, e il principale distributore in occidente ha quindi cessato la vendita. E' ancora possibile acquistare queste coramelle su Rasurpur o su 1barber.be, con una selezione limitata di modelli.
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[1] - John D. Verhoeven, Experiments on Knife Sharpening, Iowa State University (facilmente reperibile su internet in formato PDF)