Eterna diatriba tra moderno e vintage

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Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda ruano19661 » 24/06/2017, 11:21

Leggendo qui sul forum e sui vari gruppi FB si notano due fazioni, quella - molto numerosa - degli appassionati del ML vintage "ad ogni costo" e quella - numericamente non so, ma certamente più silenziosa - dei "moderni (e custom)".

Francamente un po' mi sfugge questa mania del vintage; nella mia poca esperienza ho preso sia moderni che vintage e non mi è sembrato che ci fosse chissà quale vantaggio a favore dei secondi.
Con una buona affilatura entrambi sembrano lavorare egregiamente, i secondi certamente costano meno....ma sono anche oggetti quasi sempre molto usati o comunque fondi di magazzino (il tanto agognato "NOS" quello vuol dire, in fondo).
Quindi anche il discorso del miglior rapporto qualità prezzo non lo comprendo, sarebbe come dire che una Aston Martin usata è preferibile ad una nuova perché funziona lo stesso ma costa meno (lasciamo stare la pubblicità Aston Martin sul suo usato, quella ti convincerebbe a fare tutto :mrgreen: )

Essendo da decenni appassionato di coltelli, ritengo peraltro che i moderni acciai abbiano caratteristiche intrinseche notevolmente migliori dei vecchi carboniosi e inox (voglio dire.....il confronto tra un 440C ed un S35V o un 125 è davvero impietoso) e quindi anche qui il vantaggio non lo vedo.
Anche se ci sono i fissati per i Randall che mi ucciderebbero, per questa affermazione.....i moderni semi custom vanno meglio. Punto.

Maggiore cura nelle lavorazioni fatte a mano di un tempo? Forse, ma i Medusa ben dimostrano che si possono fare eccellenti prodotti a prezzi più o meno accessibili; alla fine un Filarmonica usato/NOS a 2-300€, pur lavorando bene, ha un rapporto qualità prezzo nettamente inferiore ad un Medusa nuovo e recente: che lavora sicuramente bene, probabilmente meglio.

Insomma, tolto il risparmio economico "vivo", non capisco le "motivazioni" dei sostenitori del vintage. Qualcuno mi illumina?
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda bilos2511 » 24/06/2017, 12:26

Molto fa il feeling che uno sente o meno sulla faccia secondo me, nonche il piacere in se della roba datata . Essere innamorato del vintage, non si spiega per via razionale ma e solo questione di anima .
Fortunatamente per me, ho capito che il miglior taglio su di me, lo danno i wedge. Se prima potevo rischiare , spinto dalla scimmia anche prendere un WB per 500 euro, adesso e un ragionamento che non faccio piu. Preferisco un cartoccio di WB da 20 euro tutto arrugginito che forse riesco a metterlo in sesto anche da solo. Se non ci riesco, c'e sempre discorso regrind.
I Full Hallow non fanno per me, o perlomeno io li sento tutti uguali. Che sia un Gold Dollar o un filarmonica Nos 14...non sento differenze di taglio. Sento e percepisco lavoro piu accurato nel secondo, ovviamente. Ma se non le sento in faccia, per me , il NOS Filarmonica 14 di 400 euro, sta bene dove sta.

Per fortuna mia, con i wedge, essendo pieni hai molto piu probabilita di metterlo in riga che non un NOS Filarmonica un attimino mangiato o arrugginito nel filo o nelle sue vicinanze. Ma , parlo ovviamente per me...e per questo mi sento fortunato. Gli altri faranno esattamente lo stesso mio ragionamento ma al contrario.

Per il discorso custom...ci credo. Se vedo un wb da 8/8 da 999 euro...certo che faccio prima a farmelo fare custom, potendo scegliere misure, forme, manici. Vale anche per i hallow, giustamente.
A)Proteggere dorso e coste con uno strato di nastro isolante e ..
B)Tingere la zona del bevel con un pennarello.

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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda paciccio » 24/06/2017, 13:30

ruano19661 disquisire sui gusti è impossibile! Sono troppo soggettivi ;)
ognuno di noi ha idee e gusti propri, che sarebbero difficili da codificare in modo oggettivo, se hai delle curiosità esplorale, solo tu potrai essere il giudice dei tuoi gusti!
attento solo a non farti fregare dai "predicatori ciechi" che oggi hanno scoperto una tal cosa e vogliono "imporre" il loro pensiero all'umanità ;)

P.S.
Prova ad andare in un forum di H.D. e chiedere se è meglio una Dyna degli anni '80, oppure una V-Rod, e preparati ai fuochi d'adrtificio :) :) :)
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda stf77no » 24/06/2017, 13:34

Concordo anche io che non sempre vintage voglia dire migliore, possiedo un dovo bismark nuovo e mi trovo divinamente.
per il vintage entrano in gioco anche altre variabili, probabilmente se ci si appassiona a questo mondo in fondo, in fondo si è anche un po' dei nostalgici.... l'idea corre alle barberie di una volta, a determinate atmosfere e il possedere un oggetto di quegli anni un po' ti fa rivivere tutto cio', poi c'è il fascino di un oggetto che è nato prima di te , che qualcuno ha posseduto e curato e gli ha donato anche un po' della sua anima e tutto ciò arriva a te e da te andrà ancora da qualche altra parte quando tu non ci sarai più... insomma il fascino del vintage in realtà, dal mio punto di vista, non è connesso alle migliori o peggiori prestazioni ma a tutto un insieme di sensazioni , percezioni e pensieri più connessi con il nostro intimo .....
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda arielina » 24/06/2017, 14:11

Il fascino del vintage mi ha colpito in diverdi settori , moto , radio , mobili , coltelli e rasoi , ma alla fine si e sempre dimostrato fuorviante la realtà in relazione alla qualità del risultato per cui è realizzato un oggetto.
Per i rasoio il discorso mi sembra ralativamente semplice , se realizzato con forme e geometrie corrette , materiale adatto e tempera coretta , un vintage e al livello di un rasoio moderno , il fascino che evoca e puramente soggettivo.
Diverso è ad esempio una moto , ho restaurato una Honda four cb 750 del 1973 , 3 anni di lavoro e soldi , quando finalmente l'ho provata , il giorno dopo l'ho venduta. Anche se fatta a regola d'arte non avrà mai la qualità di una moto moderna , anche se piu affascinante.
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda Aldebaran » 24/06/2017, 16:13

@Ruano:
Purtroppo i forum e vari social network sono popolati da persone che vogliono esprimere sempre la propria opinione, anche se di qualcosa non ne sanno nulla.
Prima di iniziare la loro dissertazione, che poggia letteralmente su concetti errati, asseriscono che non ne sanno nulla, però...e poi "parlano". In questo modo il lettore si sente più tranquillo e si "beve" la minchiata.
A ciò aggiungi che la persona media è qualunquista, chiede a gran voce la cura per il sintomo e non cerca la causa.
Un afro ti ruba il portafogli? I neri son da bruciare, tutti. In realtà è lo stato che non ti garantisce sicurezza, nonostante tu paghi le tasse. L'afro che ti ha derubato è un delinquente, ma non tutti i neri son delinquenti, e questo ragionamento vale per bianchi, gialli, arancioni, ecc.
Quante volte leggi anche qui sul forum di utenti che chiedono se un modello di tale marca è buono?
E noi cosa rispondiamo? Si, il modello è buono ma bisogna vedere il rasoio che effettivamente hai in che condizioni è: foto? Ne hai?
Purtroppo la questione è molto più difficile, secondo me si deve ragionare caso per caso, premesso che alcuni modelli antichi di case blasonate erano costruiti secondo un certo grado di ricercatezza.
I metodi di lavorazione e produzione metallurgica e di prodotti metallurgici , questo è stato stabilito anche da me , erano buoni allora come lo sono oggi. (Esempio).
Piuttosto ai giorni nostri si deve lavorare con numeri completamente diversi ( maggiori ). E' per questo che sia nei corsi universitari che nei corsi di formazione lavorativa vengono eliminate alcune parti del sapere riguardanti la vera e propria tecnologia meccanica a favore dei metodi statistici che servono per calcolare la rugosità dei pezzi su grandi numeri, piuttosto che capire il concetto di rugosità prescindendo da materiale, suo trattamento e forma del pezzo.
Esempio delle macchine utilizzate al CNR,guardare foto in fondo al post.
Ciò che non ammetto è che le ditte odierne applichino regole sulla costruzione, scrivo riguardo ai rasoi, senza considerare la struttura della materia, prima ancora che la metallurgia. Qui vi è un esempio.
Molte ditte usano acciai bassolegati al nichel come L6.
Il nickel è molto particolare come metallo, specialmente quando entra in contatto con l'acqua. Quest'ultima è una sostanza anfotera, ovvero che può comportarsi come sostanza acida o basica.
Generalmente un acido è una specie chimica capace di donare uno ione H+ ed una base è una specie chimica capace di addizionarlo a sé. In presenza di un acido più forte di essa, l'acqua si comporta da base, in presenza di un acido più debole di essa, l'acqua si comporta da acido.
In presenza di acidità, quindi in soluzioni ossidanti, il nichel resiste molto bene.
Nel caso che però l'acqua, mischiata ai saponi che si stanno utilizzando per la rasatura, risulti molto basica, il nickel, in questo ambiente riducente " soffre". Gli ioni H di cui abbiamo parlato prima vengono catturati dal suddetto metallo che si deteriora, si creano meccanicamente proprio delle crepe.
Tale problema lo si sta riscontrando ultimamente negli impianti nucleari costruiti negli anni 50. Le leghe di acciaio austenitico in zirconio e nichel oltre che essere state utilizzate nei reattori BWR ( bollenti-acidi ) infatti sono state utilizzate anche nei reattori PWR, dove la sostanza acquosa basica crea problemi al nichel.
Vero è che una persona, un tecnico che sa queste cose dovrebbe essere pagato di più e quindi anche un semplice Dovo costerebbe come un Medusa.
Grazie, buon week end,
Andrea
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda nemovoyager » 25/06/2017, 0:43

@ruano19661 simili diatribe esisteranno sempre, troverai sempre quello che decanta un'alfa romeo gt 1750 del '69 contro chi invece non può vivere senza l'ultimo modello della BMW o dell'Audi o della Mercedes.
Alla fine è una questione di percezioni e di voler vivere l'oggetto della propria passione appieno, non è una questione di soldi, solo di passione.
Citavi Aston Martin, beh chi tidice che potendo scegliere tra l'ultimo modello e la db5 di james bond tu non scelga la vetusta db5 per il mero fatto che guidarla ti da quel qualche cosa in più?
Al di la dei materiali e della tecnonlogia, quello che conta è la percezione personale.
Alla fine è un po come nel calcio, il tifoso della squadra A cercherà sempre di convincere il tifoso della squadra B che A è meglio e viceversa.
Io personalemnte apprezzo molto sia il moderno che il vintage purchè siano latori di soddisfazione quando li uso... e sono ben lungi da essere un esperto sull'argomento rasoi.
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda daniele_t » 27/06/2017, 9:11

@ruano19661
Personalmente trovo i vintage di qualità meglio curati e con degli acciai -che nella media- quelli moderni non hanno.
Come disse Altus (non trovo il post) ci sono dei moderni che nemmeno con tutti gli sforzi si riescono a portare al livello di comfort di taglio di un vintage (io prediligo Sheffield).
Possiedo dei "mostri sacri" sia vintage che recenti e per dolcezza, qualità di assemblaggio e materiali (alcuni non più utilizzabili), capacità di prendere un filo impeccabile rendono la battaglia impari in favore dei vintage.
E non ho considerato fascino, storia ed eventuale nostalgia se appartenuti agli antenati.

Da questa discussione sono ovviamente esclusi i prodotti moderni che hanno spinto la ricerca della metallurgia oltre quanto i vintage nemmeno potevano sognare.

Comprenderai perché ritengo che la diatriba vintage/moderni sia appannaggio di chi i vintage di qualità non li ha provati.
If I have to explain, you wouldn't understand
Solo perchè qualcuno ti lancia una palla non significa che tu la debba prendere
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda james » 01/07/2017, 11:26

Aldebaran ha scritto:Purtroppo i forum e vari social network sono popolati da persone che vogliono esprimere sempre la propria opinione, anche se di qualcosa non ne sanno nulla.
Prima di iniziare la loro dissertazione, che poggia letteralmente su concetti errati, asseriscono che non ne sanno nulla, però...e poi "parlano". In questo modo il lettore si sente più tranquillo e si "beve" la minchiata.
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I vintage sono megliooooh!!!1!!11
Gombloddo! gli acciai di oggi sono chimici e seccano la pelle!!!11!!1

Non credo sia possibile preferire razionalmente un vintage per la qualità di rasatura.
Io li preferisco per la storia che singolarmente hanno alle spalle, che si può solo immaginare, intuire. Per il fascino dell'epoca storica dalla quale provengono. In alcuni casi, per l'eccelsa qualità delle lavorazioni e i materiali lussuosi e a volte non più reperibili oggi, come dice Daniele.

Poi, effettivamente alcuni vintage, in particolare Sheffield, grazie alle caratteristiche dell'acciaio sono affilabili facilmente e perdonano errori "di metodo" nell'affilatura; questo può contribuire a una rasatura che può essere percepita come più "dolce" dai più, anche magari per le caratteristiche fisiche della lama (grind, dimensioni...). Ma non può essere l'acciaio. Nè altre impalpabili e non meglio definite caratteristiche. E in ogni caso questa stessa dolcezza può essere riscontrata anche in rasoi artigianali moderni.

E' un campo dove la soggettività la fa da padrona, i confronti, anche ammesso che siano possibili, richiedono freddezza e lucidità e molte, molte prove, possibilmente come confronti diretti nell'ambito di una stessa rasatura. Se un giorno mi rado con un rasoio, il giorno dopo con un altro, possono essere nel frattempo intervenuti tanti di quei fattori incontrollabili da rendere il confronto insignificante.
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda Mastrofoco » 01/07/2017, 17:11

A parte qualche eccezione moderna io dico vintage a vita...
A parte pochi che fanno reale ricerca per il resto vedo tante variabili e stravaganze esterne(e prezzi esageratamente cari)..
Da pidocchi che sono con quello che pago un nuovo se guardo bene trovo diversi vintage in buono stato (selezionando) ai mercatini....
Li trovo estremamente affascinanti e con una storia alle spalle...questo non nega che mi farei fare un rasoio su misura o gusto mio ma questa è una lunga storia....
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda GrandeSlam » 01/07/2017, 17:40

Per me è facile: io sono vintage :D
A parte ciò, credo che il tempo sia il "valore aggiunto" .
La patina del tempo smorza il luccichio abbagliante e fastidioso di oggetti e persone.
La mia scelta pertanto, va ai vintage preferibilmente conservati (non restaurati).
un saluto
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda andreat63 » 01/07/2017, 21:44

la mia casistica sui moderni si restringe a tre dovo 101, un paio di boker di fascia bassa e due gold dollar. obiettivamente (qui non c'entra niente la poesia, l'emotività ecc.) è roba così così :( sufficienti eh, ma con gli stessi soldi (relativamente a boker e dovo) si porta a casa dei vintage in ottima forma e dalle performance più interessanti.
discorso a parte i gold dollar, dalle performance dignitose, per i due esemplari trattati non inferiori a detti boker e dovo, ma che costano la decima parte.
per quanto riguarda gli acciai moderni o meno, il filo di un rasoio deve tagliare il pelo, non fare come piace a voi coltellai i test di trancio di bulloni, tagli di cavi d'acciaio, scardinare porte blindate ecc.
quindi la caratteristica che si apprezza in un acciaio per rasoi è che esprima un filo molto acuminato e allo stesso tempo confortevole, suscettibile a affilarsi con pietre naturali. inossidabilità, resilienza, resistenza all'abrasione, sono caratteristiche di secondo piano per l'acciaio di un rasoio, dal mio punto di vista. queste caratteristiche apprezzabili, le avevano anche i vecchi acciai e non erano inferiori ai corrispettivi moderni, in questo
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda ruano19661 » 01/07/2017, 23:37

Grazie a tutti per i contributi, l'idea che mi sono fatto è che non ci siano quindi motivi oggettivi per preferire un vintage.....se non per il fatto che costa meno, ma essendo un "usato" questo è anche logico.

Si va quindi a preferenze, nulla di più. Meglio così, personalmente in quest'ambito preferisco il nuovo.....e così non mi sento in colpa :D
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda Mastrofoco » 02/07/2017, 0:21

ruano19661 ha scritto:Grazie a tutti per i contributi, l'idea che mi sono fatto è che non ci siano quindi motivi oggettivi per preferire un vintage.....se non per il fatto che costa meno, ma essendo un "usato" questo è anche logico.

Si va quindi a preferenze, nulla di più. Meglio così, personalmente in quest'ambito preferisco il nuovo.....e così non mi sento in colpa :D

Intanto pensa che ora(A parte pochissimi artigiani) il nuovo è molto di nicchia....sulla pelle e sulle pietre preferisco decisamente il vintage (Anche come scelta e differenza di materiali)...
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda nemovoyager » 02/07/2017, 2:39

Non farei di tutta l'erba un fascio.
Vero è che il vintage ha un suo innegabile fascino (che per inciso nel mio caso è molto forte) dovuto al fatto che qualcuno nel passato ha creato tale oggetto e qualcun altro lo ha utilizzato per radersi con piena soddisfazione, ma non dimentichiamo che le 'sole' venivano amabilmente servite anche allora (ho rimediato qualche 'tolla' spacciata per 'ottimo rasoio' nei miei personali acquisti vintage).
Vero è che nel panorama moderno dobbiamo confrontarci con 'pezzacci di ferro' come i Gold Dollar ( che qualcuno comunque è riuscito ad addomesticare ) o altri rasoi che sono (atrigianali e non) molto discutibili soprattutto nelle elementari geometrie e 'pesi e centraggi' per non parlare della realizzazione finale.
Ciò non toglie che artigiani e fabbircanti quali (per ovvi motivi la lista è limitata alle mie personali esperienze):
- Medusa
- Mastro Livi
- Luca Pizzi
- Ralf Aust
- Dovo
- Boker
- Thiers Issard
Propongono rasoi di tutto rispetto e mi preme sottolineare che, quantomeno gli artigiani di cui all'elenco, rispondono con estrema correttezza e professionalità qualora il loro pordotto dovesse dimostrare il benchè minimo difetto ( NON E' PUBBLICITA' COMMERCIALE! bensì correttezza e coerenza riferita alle persone citate! al lettore fare lo sforzo di documentarsi, possibilemte riconoscendo post o commenti... definiamoli 'gratuiti' -- leggi: ho fatto una cazzata e per non ammetterlo do la colpa al produttore --, poco coerenti con il resto del materiale disponibile).
Leggo, ad esempio, che il Dovo 101 non è soddisfacente... non metto in dubbio questa affermazione, ma stiamo paralando di un oggetto MOLTO entry level.
A mio avviso per giudicare la qualità di un produttore moderno sarebbe opportuno saggiare la qualità almeno di un prodotto di fascia media.
Non dimentichiamoci che quello che oggi troviamo sul mercato 'vintage' è ciò che è sopravvissuto al tempo, ossia il meglio (si spera) di ciò che veniva proposto in passato (le poche 'tolle', alcune purtroppo dovute al 'mago dell'affilatura' odierno, di cui sopra purtroppo ancora girano, ma immaginiamoci quante erano 50, 60, 70 o più anni fa).
Sempre a mio modesto avviso il vero estimatore dovrebbe apprezzare il nuovo quanto il vintage SOLO in base alla propria soddisfazione nell'atto della rasatura...
In ogni caso: che sia moderno o vintage buona sbarbata a tutti!
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda Aldebaran » 10/07/2018, 22:03

Buonasera a Tutti,

resuscito questo thread alla luce di quanto scritto anche qui, commentando l'ottimo lavoro di un membro di un nostro forum.
Sulla Diatriba tra la scelta di un rasoio moderno e uno vintage vi sono molti fattori non oggettivi, di cui forse vale la pena tenere più conto di quanto sto per scrivere, per valutare l'acquisto dell'uno piuttosto che dell'altro. Io farò riferimento soltanto a fatti oggettivi.

Un rasoio per svolgere adeguatamente il suo lavoro ha bisogno di:

1. Una corretta geometria;

2.Un acciaio con sufficiente quantità di carbonio in modo che sia temprabile ( 0,3% ). Vi è da considerare che con lo 0.5% di carbonio un acciaio, secondo lo standard americano ( adottato anche come scala internazionale) è considerato " High Carbon Steel "- Acciaio ad alto contenuto di carbonio :!: :!:
A queste caratteristiche corrispondono i bassolegati e gli acciai inossidabili martensitici inox da coltelleria.

3. Il trattamento termico.

Durante il trattamento termico, secondo la fisica dello stato solido, devono accadere due cose affinchè l'acciaio del rasoio sia adeguatamente " bonificato".
1. I fononi non devono incontrare ostacoli;
2. Ci deve essere movimento di elettroni;

Il primo fenomeno è quello più importante nel concorrere per l' ottima temprabilità dell'acciaio.
Più la struttura cristallina è pura e semplice, meno ostacoli incontreranno i fononi. A differenza delle onde elettromagnetiche i fononi non hanno un andamento soltanto trasversale ma anche longitudinale. Quindi attraversano il corpo nella sua interezza, trasportando il calore.
A parità di struttura, durante gli anni, negli acciai per rasoi quindi da coltelleria, sono stati aggiunti elementi per vari motivi. Esempio, il manganese per abbassare le temperatura di tempra e ricottura ( quindi abbassamento dei costi );
evita storture durante le fasi di spegnimento perchè le lame risultano cosi meno sensibili allo spegnimento drastico, si evitano rotture, con contenimento conseguente dei costi.
Il silicio serve a rendere le lame più elastiche.
Con l'aumentare del numero di pezzi da fabbricare è aumentato, nel tempo, anche il volume delle vibrazioni che influiscono negativamente sulle macchine da asportazione e quindi il numero di pezzi da rimolare e storture varie sono aumentati.
Per questo motivo sono stati aggiunti elementi nella matrice per migliorare la lavorabilità e la temprabilità degli acciai:
Bismuto, Boro, Tellurio, Erbio, ad esempio. Sono, come il Silicio, dei semimetalli e privilegiano un particolare andamento degli elettroni durante il trattamento termico. Anche il Bismuto, seppur non è un semimetallo, viene considerato, per alcune caratteristiche fisiche , come tale e viene aggiunto all'acciaio per migliorarne la lavorabilità.
Tali elementi sono stati aggiunti in maggiore concentrazione ( cosa ancora più difficile da gestire ) specialmente quando si iniziarono ad utilizzare cromo e vanadio per migliorare l'inossidabilità degli acciai. La struttura dell'acciaio era però rimasta la stessa. Tutto questo per avere geometrie delle lame corrette a scapito però della funzione dei fononi durante il trattamento termico.
Le cose iniziarono a migliorare quando si iniziò a lavorare anche sulla struttura degli acciai, creando, ad esempio, quelli da polveri. I CPM e gli ASP2000 sono realizzati con Metallurgia delle Polveri non Tecnologia da Polveri.
Con la Tecnologia delle polveri si realizzano acciai sinterizzati.
Con la Metallurgia delle polveri si realizzano dei PM.
La differenza?
Semplice, la densità. Un altolegato PM arriva mediamente tra 7,68 g/cm3 e 7,95 g/cm3 quindi un rapporto 1/1 dall'originale non PM.
I giapponesi con la loro lunga esperienza avevano capito queste regole di struttura della materia, anche quando quest'ultima ancora non esisteva come disciplina, e cercavano sempre i creare acciai debolmente legati forgiandoli ripetutamente.

Per ora questo è tutto, auguro buon proseguimento,

Andrea

Bibliografia:

Metallurgia Walter Nicodemi
Tecnologie Chimico-Nucleari Mario Baccaredda Boy ( assistente del Nobel Natta )
Prof.Mario Dente ( assistente Nobel Natta ) Teoria e Sviluppo Processi Chimici
Corrosione a umido Piontelli
Meccanica Quantistica Prof.Ciccacci
Prof. Diana Dispense sulle vibrazioni
Andrea Brattelli ( Aldebaran )Scienza e Tecnlogia materiali Nucleari ( dispense )
Enciclopedia dell' acciaio e della sua tecnologia Andrea Brattelli ( on-line )
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda Capitan Miki » 10/07/2018, 22:13

Essauriente spiegazione....
Quindi ,a spanne quale e' stato il periodo storico migliore nella produzione di acciai per rasoi,naturalmente se e' possibile datare una domanda che spero non appaia troppo banale e ingenua.
Dubito ergo sum...
Capitan Miki
 
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda Aldebaran » 10/07/2018, 22:33

Buonasera,

grazie per la domanda. Non esistono annate, piuttosto metodologie che portano a preferire taluni rasoi, all'interno di un insieme statistico. Acciai Svedesi bassolegati, Sheffield, Filarmonica fino agli anni 70, Rasoi dell'Ottocento, Boker antichi e nuovi, antichi Timor, Puma antichi, Double-Duck, Bambola, Revisor..ma è incompleta come risposta.
Grazie, auguro buon proseguimento,
Andrea
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda Capitan Miki » 10/07/2018, 22:49

Buonasera,
grazie per la risposta .....sempre cortese e con una "professionalita'" che ho potuto apprezzare in molti post che ho avuto il piacere di leggere.
Questo forum e' stato una scoperta piacevolissima e devo fare i complimenti per il " taglio" che lo contraddistingue.
Grazie ancora.
Piero
Dubito ergo sum...
Capitan Miki
 
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda Ettore » 10/07/2018, 23:05

si dice che anche marche blasonate abbiano lame prodotte in cina, per cui penso che la diatriba sia sulla fascia di prezzo "bassa" quindi al posto di comprare un rasoio nuovo per €50\70 con gli stessi soldi compri un vintage che forse è fatto con materiali migliori. Parlo un po' per sentito dire, quindi correggetemi se sbaglio.
Poi ovviamente c'è l'intramontabile fascino del vintage che sulla "rasatura tradizionale" ha un suo valore.
Personalmente se dovessi spendere €100 per un ML tra un medio rasoio moderno e un buon vintage di quasi un secolo preferirei senza dubbi il secondo.
Ettore
 
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Re: Eterna diatriba tra moderno e vintage

Messaggioda Aldebaran » 11/07/2018, 5:41

Buongiorno,

le lame blasonate non sono prodotte in Cina, altrimenti la Dovo, ad esempio, non ci avrebbe invitato a vedere i suoi stabilimenti
viewtopic.php?f=76&t=13720
altre marche sono state rilevate da cinesi e la loro qualità ormai rasenta il pessimo. Si tratta dei Timor nuovi, Puma nuovi oltre che le altre cinesate.
Anche per questo motivo abbiamo messo in piedi un laboratorio a tutela dei membri del forum e utenti in generale
viewtopic.php?f=76&t=13042
grazie buona giornata,
Andrea
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