Bozza Rasoi Stodart-Faraday by Altus/Aldebaran

Il luogo ideale per postare i propri rasoi, e conoscerne la storia

Moderatore: Moderatore Area Tecnica

Bozza Rasoi Stodart-Faraday by Altus/Aldebaran

Sostienici

Sponsor
 

Bozza Rasoi Stodart-Faraday by Altus/Aldebaran

Messaggioda Aldebaran » 20/08/2016, 21:23

Bozza Rasoi Stodart-Faraday by Altus/Aldebaran

Ringrazio pubblicamente Altus per aver reperito queste importanti notizie e avermele passate in modo da poterle sistemarle un po' e postarle sul forum.La bibliografia comprende anche la parte scritta da me per quanto concerne le ricerche di Faraday sugli acciai. Mi sono basato anche sugli atudi attuati dai Proff. Panseri,Crivelli e Wilde.Le ricerche di Faraday sui rasoi sono state scritte da me e Altus anche in un'altra versione in esclusiva per la rivista Lame D'Autore n.64. Sono state rivisitate per una tesina di uno studente dello scientifico (la discuterà a Luglio 2017).


James Stodart

(un vivo ringraziamento a Neil Miller e Voidmonster di SRP per molti dettagli storici)

Genealogia
James Stodart
15 Gennaio 1733 - 1815
Nato a: Lasswade, Scotland
figlio di James Walston Stodart e Marion Haig
padre di James Stodart e David Stodart
fratello di Adam Haig Stodart; George Walston Stodart; Agnes Stodart; John Stodart; Elizabeth Stodart e altri 4


James Stodart
1760 circa - 11 settembre 1823
figlio di James Stodart
padre di Janet Stodart
fratello di David Stodart


David Stodart
… - 1 Aprile 1831
figlio di James Stodart
sposato con Eliza Jamieson
fratello di James Stodart


Samuel Stodart
1816 - …..
figlio di David Stodart e Jacobina Anderson sposati il 29 giugno 1816

Samuel, nato nel 1816 (registro di battesimo del 25 giugno 1816) era il figlio di David Stodart e Jacobina Anderson, sposati il 29 giugno 1816 e fratello di David, Roderick e Charles Stodart.

James Stodart FRS, & Cutler/Surgical Instrument Maker aveva un fratello più giovane anche lui di nome Samuel. Il loro padre era James Stodart, fratello di Robert Stodart, costruttore di pianoforti a Londra.

da "The memoir of James Wyld of Gilston and his family, also of Robert Stodart of Kailzie and Ormiston Hill", by Robert Stodart Wyld
https://archive.org/details/memoirofjameswyl00wyld


James Stodart fu un famoso coltellinaio, creatore di strumenti chirurgici e di rasoi al 401, Strand, London, la cui attività, iniziata nell’ultimo decennio del ‘700, cessò intorno al 1836, (attività probabilmente condotta in quel momento dal fratello David Stodard poiché James morì nel 1823). Le sue lancette e strumenti chirurgici erano semplicemente punzonati “Stodart” in lettere maiuscole, senza nessun altro marchio. Gli strumenti per lo più avevano astucci in shagreen, manici in tartaruga ed erano noti per la loro eccellente qualità.
Realizzò anche rasoi da acciaio wootz (un acciaio in damasco da crogiolo o “cast steel” simile a quello indiano) marchiandoli con il simbolo sanscrito per “wootz”.

James morì nel 1823 e la sua azienda originaria continuò con lo stesso nome, diretta da David e Samuel Stodart, presso la sede nello Strand, ma la loro collaborazione si sciolse nel 1832.

David - il fratello maggiore - portò avanti il business in collaborazione con il fratello, ma dal 1835 fu dichiarato insolvente e non in grado di soddisfare i suoi debiti, come risulta da questo estratto della London Gazette del novembre 1835.

Così l'azienda cessò l'attività nel 1836 o negli ultimi due mesi del 1835 (quindi le date indicate nel “London Knife Book” potrebbero essere le date di nascita e morte di David). Una piccola incongruenza è che nell'archivio della “Sun Insurance” del maggio 1836 viene indicato che l'occupante al 401 dello Strand era David Stodart, ma potrebbe essere dovuto al fatto che l’assicurazione non era ancora scaduta?

Il platino malleabile è stato prodotto solo poco prima del 1800 - un decennio o forse due decenni a seconda a quale fonte ci si riferisca. Anche se c'era un certo successo nella placcatura di oggetti con una sospensione di platino in un acido forte (acqua regia), James Stodart sviluppò un altro processo che coinvolge la miscelazione del platino con una piccola quantità di rame e unisce la sospensione risultante in una soluzione di etere - quando poi l'etere evaporava il platino finemente polverizzato copriva l'oggetto (generalmente rame) ed veniva martellato per farlo fondere e aderire. Questo nel 1805.

Breve digressione sulle ricerche effettuate all'epoca nell'ambito della metallurgia
A quel tempo si compivano ricerche nel campo dell'acciaio Wootz, sulla pirite ferrosa da meteorite (costituita perlopiù da ferro e nichel),e si ragionava sulle alchimie tra argento e acciaio. Al giorno d'oggi,sappiamo che le conclusioni a cui erano arrivati Faraday e Stodart sull'acciaio Wootz erano errate perché le proprietà di questo genere d'acciaio non erano dovute alla presenza di ossido di alluminio e silicio. Per quanto concerne la pirite ferrosa da meteorite, questa non poteva essere studiata e/o lavorata in quanto tale materiale in seguito al calore si fonde con gli strumenti atti alla sua lavorazione e al suo studio; gli strumenti, ai tempi, non erano in acciaio inossidabile, il quale ancora non esisteva (fu scoperto nel 1913).

All’inizio del 1800, circa verso il 1815, la Royal Society incaricò James Stodart di studiare diverse leghe per la costruzione di utensili, nella speranza che potessero far progredire la scienza agricola (credo che la principale speranza fosse per ottenere falci migliori, che erano ancora il metodo di gran lunga dominante della raccolta agricola , e che rappresentarono un ruolo importante nell’evoluzione della siderurgia).
Stodart aveva come suo assistente un giovanissimo Michael Faraday, perché Faraday aveva trascorso le sue vacanze estive occupandosi del bagaglio di Humphrey Davy in giro per l'Europa, e durante questo tempo Davy era stato colpito da quanto fosse intellettualmente brillante Faraday.

(Faraday ha contribuito in maniera determinante allo studio dell'elettromagnetismo e dell'elettrochimica. Tra le sue invenzioni la gabbia di Faraday e il becco di Bunsen, mentre tra le sue scoperte si annoverano: le leggi di Faraday dell'elettrochimica, l'elettrolisi il diamagnetismo e l'effetto Faraday ovvero l'induzione elettromagnetica. A titolo di onore, è stato dato il suo nome all'unità di misura della capacità, il farad, e a un cratere della Luna.
Già dal 1819 Faraday era ritenuto il più esperto chimico analitico della Gran Bretagna, ed era richiesto come consulente tecnico in molte cause. Il lavoro pionieristico sulla composizione e preparazione delle leghe d'acciaio, iniziato,nel 1818,insieme a James Stodart, lo aveva messo in corrispondenza con Josiah John Guest di Dowlais, nel sud del Galles, a quel tempo centro internazionalmente riconosciuto per la produzione degli acciai. Più di un secolo dopo,Sir Robert Hadfield,dopo aver esaminato molti dei campioni preparati da Faraday ,asserì che egli
[...] fu indubbiamente il pioniere della ricerca sugli acciai speciali;e se non fosse stato cosi oltre il suo tempo nelle conoscenze di metallurgia sia teorica che pratica in ambito industriale,il suo lavoro avrebbe quasi certamente condotto a ricadute pratiche immediate.[...])

Stodart collaborò con Michael Faraday nella sperimentazione di nuove diverse leghe d’acciaio, tra cui un acciaio al cromo, un acciaio in lega con l’argento (il primo e vero silver steel, rapporto argento/acciaio 1:500), un acciaio al rodio e un acciaio al platino (rapporto platino/acciaio 1:100) intorno al 1818-1819.

Il gruppo del platino è il nome collettivo per i sei metalli rutenio, rodio, palladio, osmio, iridio e platino, che occupano posizioni contigue nella tavola periodica degli elementi, nei gruppi 8, 9 e 10.
I metalli del gruppo del platino sono tutti rari e costosi, hanno proprietà fisiche e chimiche simili, e tendono a presentarsi insieme negli stessi giacimenti minerari. Erano metalli utilizzati da Faraday per i suoi studi di elettromagnetismo. Faraday compiva esperimenti di chimica analitica per la separazione dei vari elementi,ovvero,ad esempio:
Il platino si trova nella sabbia mescolato con l’oro e con altri metalli preziosi, quindi per poterlo ricavare occorre procedere nel seguente modo:
Attraverso una serie di lavaggi si elimina la sabbia e si suddividono i vari metalli.
Il ricavato, chiamato platino minerale, viene attaccato con acido citrico per separarlo dal ferro e dal rame.
La soluzione viene poi filtrata e il residuo solido trattato con acqua regia la quale scioglie il platino l’iridio e il palladio sotto forma di cloruri
Viene poi aggiunto cloruro di ammonio che fa precipitare il platino allo stato di cloroplatino di ammonio
Questa miscela viene poi calcinata ottenendo una massa spugnosa (spugna di platino)
La massa spugnosa viene poi fusa in un crogiolo di cenere (a questo punto si ottiene una lega chiamata platiniridio)
Il platino puro viene ottenuto dopo la trasformazione della lega di platiniridio in una miscela di nitrocomposti complessi solubili, che per precipitazione forma il cloro platinato di ammonio.

Furono prodotte barre di ogni tipo di lega da Farady nel 1820 e inviate a vari produttori.
Purtroppo Stodart morì nel 1823, e la cosa rallentò le ricerche di Faraday. Poi la società di Stodart, fu dichiarata fallita alla fine del 1835 per cui non ci furono ulteriori produzioni.

I due lavoravano in lega ogni sorta di oggetti e giunsero alla conclusione che una lega di acciaio indiano con una piccola quantità di argento (1 parte su 500) produceva un superbo silversteel. Nel 1820 pubblicarono su
The Quarterly journal of science, literature and art, Volume 9

Il 26 giugno 1820 nella sua lettera al professor M. de la Rive a Ginevra, Faraday scriveva:

“Forse la migliore lega che abbiamo fatto è quella con rodio. Il Dr. Wollaston ci fornì il metallo, così che non avrete dubbi della sua purezza e identità. Uno-e-un-mezzo per cento. di essa è stato aggiunto all'acciaio, e il risultante materiale lavorato. E molto malleabile, ma molto più duro dell'acciaio comune, e ha fornito ottimi strumenti. In rinvenimento gli strumenti devono essere riscaldati a 70º F. superiori alla temperatura necessaria per il miglior acciaio da crogiolo, e per questo ci auguriamo che avrà un maggior grado di durezza e resistenza. Rasoi fatti con questa lega tagliano meravigliosamente.”

Hachette a Faraday – Parigi 12-12 1821 –
The Correspondence of Michael Faraday, Volume 1: 1811-1831 - Lettera 160

e in seguito il 21 marzo 1822 pubblicò
On the Alloys of Steel
J. Stodart and M. Faraday
Philosophical Transactions of the Royal Society of London
Vol. 112 (1822), pp. 253-270
http://www.jstor.org/stable/107685

Nel loro documento alla Royal Society, Stodart e Faraday scrivevano:

“I metalli che formano le leghe più preziose con l’acciaio sono argento, platino, rodio, iridio e osmio, palladio; tutti questi sono ora stati realizzati in quantità, tranne in effetti l'ultimo elencato. Il Palladium, per ragioni molto ovvie, è stato utilizzato ma con parsimonia; due libbre di acciaio, con una centesima parte di palladio, sono state fuse in una sola volta, e il composto è veramente prezioso, soprattutto per la costruzione di strumenti che richiedono una perfetta scorrevolezza di taglio.”

The Repertory of Arts, Manufactures, and Agriculture 1822

http://books.google.it/books?id=GAQLAQA ... &q&f=false

Per realizzare la produzione su scala industriale affidarono il compito ai Sandersons a Sheffield (molto probabilmente perché i Sandersons fornivano già l'acciaio da coltelleria a Stodart a Londra).

La conclusione del secondo documento era che il Silversteel (cioè, un acciaio con una parte su 500 d’argento) era il migliore. La lega con il platino era sì ancora migliore, ma ovviamente più costosa, e la lega con il rodio e quella con osmio/iridio erano eccezionali, ma poco adatte a oggetti comuni se non per beni di lusso e per le migliori attrezzature scientifiche. La lega con il palladio era incredibile, ma non praticabile industrialmente per la rarità del palladio (non ne produssero più di 3 libbre).

Poco dopo la pubblicazione ci fu un'esplosione di oggetti marchiati Silversteel prodotti a Sheffield, tra cui rasoi marchiati con il nome di William Stenton, un manager dei Sandersons, “una persona con un sacco di dita in un sacco di pasticci”.


James Stodart morì nel 1823, quando Faraday era appena stato ammesso nella Royal Society ed era sottoposto a forte stress dovuto alla politica e alla maldicenza generale. In particolare, a causa di Davy che accusava Faraday di plagio. Altro motivo che portò Faraday ad abbandonare le ricerche sulle leghe in acciaio.

Faraday non continuò gli esperimenti sulle leghe, ma nel 1824 Charles Pickslay scrisse a lui e al defunto Stodart chiedendo ulteriori dettagli sulla lega in quanto intendeva produrla.

Nel 1826 una polemica esplose sulle colonne dello Sheffield Independent. Una discussione tra persone che si firmavano come 'Flat Back', 'Un Nemico della Frode', 'Un Amico delle Invenzioni', ecc
C'era una vasta gamma di opinioni sul tema che andavano dal “è una vera e propria frode, come dipingere la ghisa e chiamarla ottone”a “questa è l'innovazione del nostro tempo!” insieme a posizioni intermedie come “un laboratorio di analisi di Londra riconosce che c'è un po' di argento in questi oggetti, ma non è affatto chiaro quanto”.

Sia come sia, lo stesso anno Green, Pickslay & Co inviarono a Faraday questa lettera:
“Green Pickslay e Co. hanno il grande piacere di informare Mr. Ferrady [sic] che hanno fatto una serie di esperimenti con le leghe, consigliate da lui, e trovando l'acciaio notevolmente migliorato da loro, inviano un esemplare in lega con argento, iridio e rodio, che ritengono sia il migliore che hanno prodotto, queste leghe con alcuni validi consigli pratici, sono state fornite da Mr. Johnson No 29, Hatton Gardens; la relazione dei forgiatori è che l'acciaio sotto il martello funziona meglio di qualsiasi altro usato prima, e si indurisce pure in modo molto superiore. Green Pickslay & Co. pregano il signor Ferrady [sic] di voler accettare un paio di rasoi fatti con questo acciaio. Avranno il piacere di inviare altri campioni di coltelleria ecc mentre continuano i loro esperimenti.”

Ci fu poi anche qualcuno che si firmava “Un Altro Amico Dell’Invenzione” che rispondeva alle polemiche sul giornale sul Silversteel, sostenendo che chi aveva già lavorato con il famoso Peruvian Steel avrebbe riconosciuto che questo era superiore.

Alcune imprese di Sheffield hanno continuato produzione di oggetti marchiati Silversteel, in particolare Joseph Elliot, che sembrava amare veramente questo materiale. Pickslay invece dopo diverse collaborazioni fallimentari fece bancarotta.

I rasoi prodotti in queste leghe vennero marchiati con un punzone con la scritta “wootz” in sanscrito sormontata da una lettera indicante il metallo in lega e il consueto punzone STODART.

Come abbiamo visto all’inizio, James Stodard usava il wootz sanscrita nelle sue pubblicità ben prima di aver incontrato Faraday e fatto gli esperimenti insieme. L’acciaio indiano antico (un damasco da crogiolo) era ritenuto all’epoca sinonimo di eccellenza.

Charles Pickslay tentò di replicare gli esperimenti Stodard e Faraday e produsse due rasoi che inviò a Faraday. In seguito, Faraday li regalò a John Wilson Croker, statista e poeta irlandese.

Faraday aveva conservato almeno un altro dei rasoi in leghe speciali, probabilmente dal piccolo lotto della lega palladio/wootz. Quello che poi aveva regalato a suo suocero T.F. Barnard, ed è ora in un museo http://collectionsonline.nmsi.ac.uk/det ... y&record=1

Il museo lo dichiara in lega di acciaio e platino, molto probabilmente è invece uno dei pochissimi esemplari in lega palladio/acciaio.
Verso la fine della vita di Faraday (morto nel 1867), il dott. Percy gli scrisse chiedendo notizie dei rasoi prodotti assieme a Stodart. Faraday non ricordava dove fossero finiti, ma riteneva che fossero rimasti a James Stodart.

Lettera da Michael Faraday al Dr. Percy, 17 marzo 1863
“Mio caro Percy, - E 'molto piacevole vedere di nuovo la tua grafia ordinata. Sono abbastanza stanco di guardare i miei instabili, caratteri incerti e senso. Vorrei poter avere l'ulteriore piacere di aiutarti, ma ho dimenticato tutto sulle leghe, e non posso affatto richiamare alla mente dove siano i campioni. Io penso che tutto è finito nelle mani di Mr. Stodart, e debba essere andato perso da quel momento, perché non so come rintracciarli.”


Ricerche correlate:

Il “Peruvian Steel”
Green, Pickslay & Co iniziarono come ferramenta in High Street. Green lasciò l'azienda nel 1823 e costituì una società con Adam Padley nel 1828. 1829
Pickslay, Appleby e Bertram nella High Street sono stati gli unici produttori di posateria in Peruvian Steel. Adam Padley era un fabbricante di lame per macellai e calzolai in Rockingham Place, la cui ditta fu poi assorbita da Charles Pickslay. Nel 1834 registrò il marchio “Peruvian” e si proclamò come l'unico produttore di acciaio peruviano, realizzato con un processo "noto solo a lui stesso" fino alla sua morte per apoplessia nel 1844.
Nel 1824 Green Pickslay & Co., dopo aver sperimentato con leghe consigliate da Faraday, gli inviarono un campione di acciaio legato con argento, iridio e rodio "fornito da Mr.Johnson, 79 Hatton Garden".
Johnson a Hatton Garden era stato avviato da Percival Johnson nel 1817 (NB: alcune fonti citano 1822 come data dello spostamento a Hatton Garden), un "Assayer and Practical Mineralogist" (Saggiatore di minerali). Johnson aveva il suo forno di fusione a Londra ed è stato lui a preparare la lega d'acciaio rodio-iridio-argento per Pickslay (da questo materiale vennero poi ricavati i due rasoi presentati a Faraday).

La ditta Green, Pickslay & Co iniziò a produrre 'Peruvian Steel' dopo che Pickslay lesse i documenti di Stodart / Faraday e inviò dei campioni a Faraday dopo la prima sperimentazione con la maggior parte delle leghe del documento originale.

Michael Faraday

Nel 1818 il fisico Michael Faraday (1791-1867)iniziò una collaborazione con il coltellinaio James Stodart (1760-1823), esperto costruttore di strumenti chirurgici. Cercarono insieme di ottenere un miglioramento degli acciai impiegati attraverso la ricerca di particolari tipi di leghe. Con questi particolari materiali costruirono anche rasoi a mano libera. Lo scienziato britannico studiò l'acciaio Wootz, leghe in acciaio bassolegato all'argento, platino, rodio,
nichel e rame. La loro collaborazione durò solo cinque anni, a causa della morte dell'artigiano.
I resoconti delle loro ricerche furono pubblicati sul "Journal of Arts and Sciences". Gli esperimenti furono condotti presso i laboratori della Royal institution.
Faraday ha contribuito in maniera determinante allo studio dell'elettromagnetismo e dell'elettrochimica. Tra le sue invenzioni la gabbia che porta il suo nome e il becco di Bunsen, mentre tra le sue scoperte si annoverano:
leggi dell'elettrochimica, l'elettrolisi, il dìamagnetismo e l'induzione elettromagnetica. A titolo di onore, è stato dato il suo nome
all'unità di misura della capacità, il farad, e a un cratere della Luna.
Nel 1818 iniziò, insieme a Stodart, una serie di ricerche volte alla produzione di acciai più resistenti e inossidabili (i migliori acciai, si riteneva all'epoca, che fossero prodotti in India). Questi lavori, certamente promettenti, furono abbandonati nel 1823, alla morte di Stodart. Già dal 1819 Faraday era ritenuto il più esperto chimico analitico della Gran Bretagna, era richiesto come consulente tecnico in molte cause. Il lavoro pionieristico con Stodart sulla composizione e preparazione delle leghe d'acciaio lo aveva messo in corrispondenza con Josiah John Guest di Dow/lais, nel Sud del Galles, a quel tempo centro internazionalmente riconosciuto per la produzione degli acciai. Più di un secolo dopo, sir Robert Hadfield, dopo aver esaminato molti dei campioni preparati da Faraday, asserì che egli "fu indubbiamente il pioniere della ricerca sugli acciai speciali; e se non fosse stato così oltre il suo tempo nelle conoscenze
di metallurgia sia teorica che pratica in ambito industriale, il suo lavoro avrebbe quasi certamente condotto a ricadute pratiche immediate".
Esistono ancora alcuni rasoio a mano libera in acciaio "inox" al platino che Faraday e Stodart forgiarono in rasoi per regalarli ai loro amici negli anni '20 del XIX secolo. Breve digressione sulle ricerche effettuate all'epoca nell'ambito della metallurgia A quel tempo si compivano ricerche in merito
all'acciaio Wootz, sulla pirite ferrosa da meteorite (costituita perlopiù da ferro e nichel) e si ragionava sulle alchimie tra argento e acciaio.
Al giorno d'oggi, sappiamo che le conclusioni a cui erano arrivati Faraday e Stodart sull'acciaio Wootz erano errate perché le proprietà di questo genere d'acciaio non erano dovute alla presenza di ossido di alluminio. Una coppia di rasoi nata dal connubio tra il famoso chimico britannico Michael Faraday e i
coltellinaio James Stodart. Mushet iniziò gli studi nel 1804, più tardi si unì Michael Faraday insieme con il coltellinaio Stodart. Faraday concluse che le proprietà dell'acciaio erano dovute alla presenza di ossido di alluminio e silicio. Ciò si evince dagli studi pubblicati nel 1820. Alcuni scienziati europei riuscirono a replicare la forgiatura del Wootz e Stodart lo usò per fare posate. Zschokke nel 1924 rilevò che il trattamento termico dell'acciaio in questione faceva sì che acquisisse particolari caratteristiche quali maggiori durezza, resistenza e duttilità (citato da Smith). Nel 1918 un risultato di rilievo riguardante l'acciaio damasco fu raggiunto da Belaiew, che fu probabilmente il primo ad attribuire la malleabilità del damasco alla ricottura di coalescenza. Detta anche globulizzazione, è un processo che ha come obiettivo l'ottenimento di cementite sferoidale, operando a temperature prossime ad A1 (temperatura alla quale, durante il raffreddamento, l'Austenite divenuta eutettoidica si trasforma in Fedite. Viceversa durante il riscaldamento è la temperatura alla quale la Perlite
si trasforma in Austenite Eutettoidica. Il valore è di 723 X ) . Da un punto di vista meccanico si ottiene un materiale simile alla ghise sferoidali: si impedisce
il moto delle cricche in quanto si riduce sensibilmente l'angolo di partenza della cricca. Permette di associare alti allungamenti con buone resistenze, senza che il materiale sia eccessivamente fragile. Ciò si verifica durante la forgiatura a una temperatura al calore rosso (cioè 700-800 °C). Il professor Panseri nel 1960 scoprì che quello che non viene omogeneizzato è il tenore degli altri elementi di lega (nickel, vanadio, molibdeno, cromo, eccetera) i cui atomi hanno
una velocità di diffusione molto inferiore rispetto a quella del carbonio. Quindi, nel damasco bollito, la trama è dovuta all'alternarsi di strati di acciaio con uguale tenore di carbonio, ma composizione chimica diversa. La trama è dovuta all'alternanza di acciai con diversa temprabilità e quindi diversa struttura dopo la tempra e il rinvenimento. Mentre uno strato può essere formato da sola martensite, un altro può essere formato da martensite più austenite residua
più carburi, un altro da strutture miste, eccetera.
Wadsworth e Sherby scoprirono, inoltre, che gli ultra-alta acciai al carbonio possedevano un rendimento di 800 a 1500 Mpa se avevano parecchi carburi fini di forma sferoidale, mentre i "pezzi" di damasco con carburi sferoidali più grossolani, possedevano rispetto ai primi una capacità di allungamento (resistenza
alla trazione) in più del 23% (senza rompersi). Verhoeven ha cercato di reinventare l'acciaio damasco e le lame con gli esperimenti di replica sulla base di studi storici. Non si conosce cosa in realtà abbiamo scoperto Stodart e Faraday nell'ambito delle leghe innovative (per l'epoca) da loro studiate
e create. Di sicuro cercavano un tipo di lega di acciaio resistente alla ruggine.Approfondirono il discorso sulle seguenti leghe: acciaio bassolegato al platino, acciaio bassolegato al rame, acciaio bassolegato al nichel, acciaio bassolegato al rodio. In genere possiamo notare che i metalli rutenio, rodio, palladio, osmio, iridio e platino occupano posizioni contigue nella tavola periodica degli elementi, nei gruppi 8, 9 e 10. Questi metalli del gruppo del platino sono
tutti rari e costosi, hanno proprietà fisiche e chimiche simili, e tendono a presentarsi insieme negli stessi giacimenti minerari. Erano metalli utilizzati da Faraday per i suoi studi di elettromagnetismo: egli compiva esperimenti di chimica analitica per la separazione dei vari elementi. Per esempio, il platino si trova nella sabbia mescolato con l'oro e con altri metalli preziosi, quindi per poterlo ricavare occorre procedere nel seguente modo: attraverso una serie di lavaggi si elimina la sabbia e si suddividono i vari metalli; il ricavato, chiamato platino minerale, viene attaccato con acido citrico per separarlo dal ferro e dal rame. La soluzione viene poi filtrata e il residuo solido trattato con acqua regia la quale scioglie il platino, l'iridio e il palladio sotto forma di cloruri.
Viene poi aggiunto cloruro di ammonio che fa precipitare il platino allo stato di cloroplatino di ammonio. Questa miscela viene poi calcinata ottenendo una massa spugnosa (spugna di platino) poi fusa in un crogiolo di cenere. A questo punto si ottiene una lega chiamata platiniridio. Il platino puro viene ottenuto dopo la trasformazione della lega di platiniridio in una miscela di nitrocomposti complessi solubili, che per precipitazione forma il cloro platinato di ammonio. Il rame può essere aggiunto in qualunque momento del processo di fabbricazione. Un'aggiunta dello 0,25%-0,30% di rame aumenta
sensibilmente la durata delle strutture di acciaio esposte agli agenti atmosferici. Oltre l'I,7% di presenza dì rame nell'acciaio provoca una consistente diminuzione della duttilità a caldo (effetto nocivo).
Proprietà elettromagnetiche: grande importanza rivestono le variazioni di questa proprietà per leghe ferro-nichel in funzione di quest'ultimo.
Tra i casi più interessanti annoveriamo quella con 25% di nichel che rende il ferro non magnetico e quella con il 78,5% di nichel, che
rende il ferro permeabile in senso magnetico ovvero lo rende capace di magnetizzarsi. A partire dal 20-25% di nichel la resistenza a molti agenti corrosivi migliora enormemente. Oltre all'influenza già esaminata sulle varie costanti fisiche, il nichel conferisce all'acciaio un complesso di importanti proprietà che ne
facilitano i trattamenti termici e ne migliorano le caratteristiche meccaniche:
1. Diminuzione della temperatura di ricottura e tempra: conseguenza dell'abbassamento dei punti critici al riscaldo, con tutti i vantaggi
pratici che ne derivano;
2. Diminuzione della velocità critica: con la possibilità di temprare con mezzi meno energici (olio), diminuendo i pericoli di spaccature anche in pezzi di notevoli dimensioni e di forma irregolare;
3. Aumento della penetrazione della tempra: in conseguenza anch'essa della minore velocità critica, influenza questa di una eccezionale importanza pratica perché permette di annullare o almeno attenuare in notevolemisura le differenze di caratteristichetra la periferia e ilcentro di un pezzo di medie
o grandi dimensioni;
4. Aumento della tenacità a parità di resistenza alla trazione: proprietà di fondamentale importanza comune a tutte le strutture di ricottura e di rinvenimento della martensite; quindi in generale per gli acciai da costruzione il nichel è da considerarsi un elemento desiderabile; diventa poi indispensabile,
ed è caratterizzante, la sua presenza negli acciai per impieghi alle basse temperature.
5. Nessun peggioramento della deformabilità dell'acciaio né a caldo né a freddo. Stabilizza l'austenite dell'acciaio, ovvero la fase "molle" di esso (effetto nocivo).

BIBLIOGRAFIA
Faraday at LoveToKnow, 1911 Britannica
Online Encyclopedia.
Michael Faraday in Open Directory
Project, Netscape Communications.
"Experimental Researches in Electricity"
by Michael Faraday Originai
text with Biographical introduction
by Professor John Tyndall, 1914,
Everyman edition
Vita di Michael Faraday da Wikipedia
tedesca-tradotta
http://www.fisicamente.net/FISICA/
index-72.htm
Acciaio Wootz da ilrasoio.com
M. Faraday, L'analisi della Wootz
0 indiano dell'acciaio, Quarterly
Journal of Science, Letteratura e delle
Arti, 7 (1819), pp 319-30.
Peter Day, Michael Faraday come
scienziato dei materiali, la storia
delle materie, World Materials, 1995.
Stodart J. e M. Faraday, sulle leghe dì
acciaio, Philosophical Transactions
della Royal Society di Londra, Ser. A,
112 (1822), pp 253-70.
J. Stodart, un breve racconto di Wootz,
Asiatic Journal, 5(1818)
A treatise of the progressive improvement...
(pag.251)
http://www.sabatier.com/gb/ancetres/
histoire.html
Metallurgia, Walter Nicodemi
J. Emsley, Iridium in Nature's Building
Blocks: An A-Z Guide to the Elements,
Oxford, England, UK, Oxford
i seguenti criteri: una parte del nichel
si trova generalmente nei rottami,
una parte viene aggiunta appena
nota la composizione chimica del
bagno allo stato fuso, in modo da
portare il tenore di nichel entro i limiti
fissati per l'acciaio da fabbricare,
infine un'eventuale piccola aggiunta
di catodi, anche nel secondo periodo
della colata, può essere effettuata
per una lieve correzione della composizione
chimica.
Il rodio conferisce piij luminosità
all'acciaio. Il platino è un sottoprodotto
della lavorazione dei minerali
di nichel. Conferisce all'acciaio le medesime
proprietà.
Bibliografia:
Vita di Michael Faraday da Wikipedia tedesca-tradotta
http://www.fisicamente.net/FISICA/index-72.htm
google book
FARADAY." at LoveToKnow 1911 Britannica Online Encyclopedia.Michael Faraday in Open Directory Project, Netscape Communications. "Experimental Researches in Electricity" by Michael Faraday Original text with Biographical Introduction by Professor John Tyndall, 1914, Everyman edition
Acciaio Wootz da ilrasoio.com
M. Faraday, L'analisi della Wootz o indiano dell'acciaio, Quarterly Journal of Science, Letteratura e delle Arti, 7 (1819), pp 319-30.
Peter Day, Michael Faraday come scienziato dei materiali, la storia delle materie, World Materials, 1995.
Stodart J. e M. Faraday, sulle leghe di acciaio, Philosophical Transactions della Royal Society di Londra, Ser. A, 112 (1822), pp 253-70.
J. Stodart, un breve racconto di Wootz, Asiatic Journal, 5 (1818)
A treatise of the progressive improvement... (pag.251)
Dizionario
http://www.sabatier.com/gb/ancetres/histoire.html
Metallurgia,Walter Nicodemi
J. Emsley, Iridium in Nature's Building Blocks: An A-Z Guide to the Elements, Oxford, England, UK, Oxford University Press, 2003, pp. 201–204, ISBN 0198503407.
N. N. Greenwood e A. Earnshaw, Chemistry of the elements, 2ª ed., Oxford, Butterworth-Heinemann, 1997, ISBN 0-7506-3365-4.
F. R. Hartley (a cura di), Chemistry of the platinum group metals: recent developments, Amsterdam, Elsevier, 1991, ISBN 978-0444881892.
C. E. Housecroft, A. G. Sharpe, Inorganic chemistry, 3ª ed., Harlow, Inghilterra, Pearson Education Limited, 2008, ISBN 978-0-13-175553-6.
L. B. Hunt e F. M. Lever, Availability of platinum metals: a survey of productive resources in relation to industrial uses in Platinum Metals Rev., vol. 13, nº 4, 1969, pp. 126-138. URL consultato il 16 dicembre 2011.
M. E. Weeks, Discovery of the elements, Kessinger, 2003, ISBN 978-0766138728.
Woods, The Elements: Platinum, New York, Benchmark Books, 2004, ISBN 978-0761415503.
Z. Xiao e A. R. Laplante, Characterizing and recovering the platinum group minerals—a review in Minerals Engineering, vol. 17, 9-10, 2004, pp. 961–979, DOI:10.1016/j.mineng.2004.04.001.Indian National Academy of Engineering. Srinivasan desidera ringraziare per il sostegno del British Council, New Delhi per una borsa di studio Chevening britannico per la ricerca di dottorato, e l'interesse del Dr. D. Griffiths, Institute of Archaeology, University College di Londra, il dottor JA Charles, Cambridge University, fine del Dr . CV Seshadri, fondatore-presidente, il Congresso di Scienza e Tecnologia tradizionale, e Hutti Gold Mines Ltd. per l'assistenza sul campo e con il sostegno del Homi Bhabha Research Council.
Wootz ACCIAIO: un materiale avanzato DEL MONDO ANTICO
S. Srinivasan e S. Ranganathan
Dipartimento di Metallurgia Indian Institute of Science - Bangalore
M. Faraday, L'analisi della Wootz o indiano dell'acciaio, Quarterly Journal of Science, Letteratura e delle Arti, 7 (1819), pp 319-30. 
Peter Day, Michael Faraday come scienziato dei materiali, la storia delle materie, World Materials, 1995. 
Stodart J. e M. Faraday, sulle leghe di acciaio, Philosophical Transactions della Royal Society di Londra, Ser. A, 112 (1822), pp 253-70. 
J. Stodart, un breve racconto di Wootz, Asiatic Journal, 5 (1818)
A treatise of the progressive improvement... (pag.251)
Dizionario
http://www.sabatier.com/gb/ancetres/histoire.html
Metallurgia,Walter Nicodemi
J. Emsley, Iridium in Nature's Building Blocks: An A-Z Guide to the Elements, Oxford, England, UK, Oxford University Press, 2003, pp. 201–204, ISBN 0198503407.
N. N. Greenwood e A. Earnshaw, Chemistry of the elements, 2ª ed., Oxford, Butterworth-Heinemann, 1997, ISBN 0-7506-3365-4.
F. R. Hartley (a cura di), Chemistry of the platinum group metals: recent developments, Amsterdam, Elsevier, 1991, ISBN 978-0444881892.
C. E. Housecroft, A. G. Sharpe, Inorganic chemistry, 3ª ed., Harlow, Inghilterra, Pearson Education Limited, 2008, ISBN 978-0-13-175553-6.
L. B. Hunt e F. M. Lever, Availability of platinum metals: a survey of productive resources in relation to industrial uses in Platinum Metals Rev., vol. 13, nº 4, 1969, pp. 126-138. URL consultato il 16 dicembre 2011.
M. E. Weeks, Discovery of the elements, Kessinger, 2003, ISBN 978-0766138728.
Woods, The Elements: Platinum, New York, Benchmark Books, 2004, ISBN 978-0761415503.
Z. Xiao e A. R. Laplante, Characterizing and recovering the platinum group minerals—a review in Minerals Engineering, vol. 17, 9-10, 2004, pp. 961–979, DOI:10.1016/j.mineng.2004.04.001.
University Press, 2003, pp. 201-204.
N. N. GreenwoodeA. Earnshaw, Chemistry
ofthe elements, 2° ed., Oxford,
Butterworth-Helnemann, 1997.
F. R. Hartley (a cura di), Chemistry of
the platinum group metais: recent
developments, Amsterdam, Elsevier,
1991.
C. E. Housecroft, A. G. Sharpe, Inorganic
chemistry, 3° ed., Hariow, Inghilterra,
Pearson Education Limited,
2008.
L. B. Hunt e F. M. Lever, Availability
of platinum metais: a survey of productive
resources in relation to industriai
uses in Platinum Metals Rev.,
voL 13, n°4, 1969, pp. 126-138. URL
consultato il 16 dicembre 2011.
M. E. Weeks, Discovery of the elements,
Kessinger, 2003.
I. Woods, The Elements: Platinum,
New York, Benchmark Books, 2004.
Z. Xiao e A. R. Laplante, Characterizing
and recovering the platinum
group minerais—a review in Minerals
Engineering, voi. 17, 9-10, 2004,
pp. 961-979, DOhlO. 1016/j.mi'
neng.2004.04.001.Indian National
Academy of Engineering.
Wootz Acciaio: un materiale avanzato
del mondo antico
S. Srinivasan e S. Ranganathan, Dipartimento
di Metallurgia, Indian
Institute of Science, Bangalore
Avatar utente
Aldebaran
 
Messaggi: 4799
Images: 3923
Iscritto il: 31/03/2010, 19:26
Località: Milano - Chieti

Torna a Notizie storiche

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti