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Messaggioda Aldebaran » 21/10/2019, 18:45

Un Saluto a Tutti,

sono stato intervistato qualche mese fa dal Professor Timothy Bates. Il ricercatore di Edimburgo ha dimostrato in maniera empirica, dopo aver studiato la vita socio-economica di circa 17.000 persone per circa mezzo secolo, che chi già da bambino presentava una maggior predisposizione alla lettura ha finito per avere redditi più alti, alloggi migliori e ruoli più professionali in età adulta. Altre informazioni in merito potete leggerle seguendo questo link, se interessati, grazie.
Il Professor Timothy Bates venuto a conoscenza, grazie anche all'articolo sul pubblicato sul Financial Times, dell'esistenza del Medusa Group e dei nostri successi in ambito artigianale, ha deciso di chiedermi qualcosa in più riguardo la nostra attività, la Comunità de "ilrasoio.com" e il mio amore per i libri e la lettura.

Ecco quindi l'intervista riassunta e tradotta in italiano.

Legenda: T.B. sta per Timothy Bates, il Professore che mi ha posto le domande.
A. sta per Aldebaran, ovvero io, Andrea, che rispondo alle domande di Timothy Bates durante l'intervista.

T.B. Come è nata la tua passione per la costruzione di rasoi artigianali ?

A. In realtà più che mosso dalla passione, posso dire di essere stato spinto da un'esigenza nell'intraprendere questo percorso da artigiano. La mia attuale moglie, si parla di circa dieci anni fa ormai, quando eravamo ancora fidanzati, pretendeva che io fossi sempre ottimamente sbarbato. Dato il costo delle lame di ricambio "Gillette" e i miei risparmi esigui di studente/lavoratore in ingegneria, avevo capito che l'unico modo per sopravvivere, accontentando la mia compagna, era quello di riprendermi a radere con i rasoi a mano libera di mio nonno, tutt'ora in vita.

T.B. Ecco, soffermiamoci un pò sul tuo passato: ha influito sulle tue scelte future in questo campo l'educazione che le hanno impartito i tuoi famigliari in merito e lo stile di vita che conducevi da bambino/ragazzino?

A. Provengo da una famiglia di artigiani. Mio nonno materno ha 92 anni e lavora ancora come falegname e produce come un tempo il vino, aiutando uno dei miei cugini che svolge questa attività come secondo lavoro.

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Anticamente la mia famiglia, da parte di mia madre, era ricca. Il cognome di mio nonno materno è Ottaviano ed era imparentato con gli Altieri e i Paris. Possedevano terreni, una falegnameria, lavoravano l'acciaio e forgiavano le canne dei fucili. Solo la filatura in argento per unire le canne era commissionata dal mio bisnonno presso un laboratorio di Firenze; per il resto tutto il lavoro era svolto a Scerni (Abruzzo) dal mio bisnonno e mio nonno. In seguito si unì a loro anche il fratello di mia nonna materna, Zio Emilio (Ilio).

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L'attività riguardante la costruzione di armi all'epoca era però già terminata. Mio zio e mio nonno quindi iniziarono a lavorare a Termoli, presso l'acciaieria. Dato che ricevevano commissioni dal Molise, Frosolone in particolare, dove si fabbricavano taglienti, spesso andavano li e conobbero e lavorarono anche per Mastro Pietro, un famoso artigiano del "Traforato".

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In seguito mio nonno perse tutto. Lui è un ottimo tecnico ma ha una forma di Asperger. Si fidò eccessivamente dei suoi amministratori che gli rubarono tutto e fuggirono in Sud America. In seguito alla morte di suo padre e non potendo contare sull'aiuto delle sorelle (estromesse secondo le regole del tempo dalla gestione del patrimonio) fu costretto a lasciare Scerni e andare a vivere in una casa popolare nei bassifondi di Pescara insieme a mia nonna e le sue prime due figlie (tra cui mia madre).

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Nonostante vivessero in povertà mio nonno e mia nonna hanno sempre lavorato e risparmiato per far studiare i loro figli e anche a me è stato insegnato l’amore per lo studio e la cultura e mi è stato illustrato come mettere in pratica ciò che leggevo nei libri e come tramandare certi valori.
T.B.: Riguardo sempre al tuo passato, è vero che sei imparentato con Corradino D’Ascanio, l’ingegnere abruzzese che compì studi pionieristici e inventò la Vespa?
A.: No, non è vero. Una parte della mia famiglia è imparentata con lui. La primogenita del mio bisnonno materno, la sorella di mio nonno, morta qualche anno fa a 94 anni aveva un marito. Suo marito era il cugino di Corradino D’Ascanio e infatti anche il suo cognome era D’Ascanio. Ebbero dei figli maschi, che tramandarono il cognome, che a loro volta ebbero altri figli maschi. Uno di questi miei “cugini” è stato paracadutista militare e ripara aerei militari come fece, per parte della sua vita professionale, l’Ing. Corradino.
T.B.: Torniamo quindi a tua moglie che vuole vederti sempre ben rasato e, per evitare di finire sul lastrico, hai dovuto utilizzare i rasoi di tuo nonno…
A.: Ecco, tornando a noi, ripresi i rasoi di mio nonno e alcune sue pietre per poter riaffilare gli strumenti, mestiere che mi fu insegnato da piccolo.
Iniziai a riutilizzare i rasoi a mano libera.
Per curiosità un giorno, era il 2007, cercai il loro valore storico e monetario su internet. Avevo già conseguito abbastanza esami al Politecnico da capire che il loro valore, per i materiali utilizzati, era troppo elevato. La moda del vintage e della rasatura Old Style importata dall’America aveva fatto “schizzare” in aria i prezzi.
Pensai quindi :-“ Se gli uomini di un tempo sono riusciti a costruire simili strumenti, perché non devo riuscirci io”?
Il problema era trovare un laboratorio e attrezzarlo, per giunta nella costosa Milano città. Infattibile.
Con l’attuale Amministratore del Forum e Artigiano Fabrizio iniziammo a creare un Forum.
T.B.: Quindi il Forum quando nacque? In concomitanza con il Medusa e furono fondati entrambi da te e Fabrizio?
A.: No. In realtà un Forum già esisteva. Era però gratuito e il vero proprietario di questi siti gratuiti avrebbe potuto chiuderli in qualsiasi momento. Io avrei voluto creare, cosa che poi feci con Fabrizio, un Forum i cui argomenti trattati fossero principalmente tecnici e storici sui rasoi in modo da appassionare qualche forgiatore, che avesse già un’officina, e poter così collaborare con lui. Nel frattempo questa strategia sarebbe risultata utile anche per un altro motivo: stavo leggendo molti manuali tecnici in quel periodo e fotocopie varie e libri avrebbero occupato troppo spazio nelle case per studenti che frequentavo . In questo modo, trascrivendone il contenuto sul Forum, avrei risparmiato sulla logistica, avrei imparato meglio ciò che vi era da sapere, dei riassunti di documenti sarebbero stati alla portata di tutti per sempre. Tutto ciò non poteva essere perso per cause esterne che non dipendevano da Noi.
Ilrasoio.com venne creato nell’Aprile 2010, nel Luglio dello stesso anno arrivò sul Forum Franco che aveva un laboratorio (da ristrutturare) in origine di proprietà del padre fabbro. Il Duo Medusa nacque nel 2011, anno in cui fu registrato il Marchio.
Poi però ci fu un intoppo…
T.B.: Di che genere?
A.: Mio padre ebbe dei problemi ai tendini. Avevamo (dato che ora è andato in pensione) un distributore di benzina a Pescara. Ho dovuto sostituirlo a lavoro in seguito alla sua degenza dovuta alle operazioni effettuate alla gamba destra e sinistra (non poteva ovviamente camminare). Lasciai l’Università e, ancor prima di iniziare, il lavoro di forgiatore di rasoi.
La mia attuale moglie mi seguì e tutto pesò sulle spalle di Fabrizio che, almeno, grazie ad un suo amico che ha un laboratorio di pelletteria, riuscì ad iniziare l’attività di produzione coramelle (strumenti in cuoio per sistemare il filo dei rasoi prima della rasatura).
Riuscii comunque a dare qualche esame; dopo due anni mio padre si ristabilì. Io tornai a Milano e mi misi a collaborare con Franco addestrandomi anche a riparare rasoi presso un arrotino molto famoso.
Sistemammo il laboratorio, iniziammo a fare prove per riuscire a costruire rasoi in acciaio bassolegato (non inox) più facilmente trattabili artigianalmente, seguimmo dei corsi di Damasco. Siamo stati allievi di Camillo Silvano, Luca Pizzi, ecc.

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T.B.: E il Forum nel frattempo?
A.: Il Forum cresceva e cresce di giorno in giorno in termini di qualità di argomentazioni, quantità dei temi trattati, numero di forumisti e di artigiani. Uno Staff ci ha aiutato e aiuta tutt’ora a gestirlo. Alcuni Professionisti si sono legati a Noi e da qualche anno ci aiutano anche attraverso una associazione culturale senza fini di lucro che mira a:

Promuovere la cultura della barberia classica e del rasoio, della coltelleria e della lavorazione degli acciai;
Incentivare la divulgazione storica dei diversi tipi e categorie di rasoi, tra appassionati, cultori ed operatori del settore;
Favorire la divulgazione di nozioni tecnico scientifiche legate alla produzione artigianale ed hobbistica di prodotti relativi alla barberia.

T.B.: Qual’è la tua concezione di artigianato, si discosta da quella che hai conosciuto tramite i tuoi famigliari, è radicata nel passato?

A.: Per rispondere esattamente a questa domanda dovrei prima fare una digressione se me lo permette, Professore.

T.B.: Si certo, procedi ma cerca di essere un po' stringato perché ho ancora molte domande da porti.

A.: Certamente, grazie. L’artigianato italiano, ma ciò accade anche in altri paesi, sta subendo molto le scelte economiche dei politici odierni.
Vero è che, almeno per quanto concerne quello italiano, che questo tipo di mestiere si è sempre basato su dei dogmi che ho praticamente sfatato attraverso delle Nostre Opere.
Ci si è “riempiti la bocca”, come si suol dire, sempre con parole come: come da tradizione, prodotto italiano, fatto a mano. Parole che, se le analizziamo un attimo, vogliono dire tutto e nulla.
Gli anni 80 sono finiti, in maniera anche brusca oserei dire. Ci siamo risvegliati dal sogno di soprassalto. Adesso la gente, giustamente, mostra un atteggiamento più oculato nello spendere i soldi. Da artigiano non puoi permetterti di pensare che un potenziale cliente possa pagare i tuoi prodotti se, come fanno le grandi aziende, non fornisci almeno un minimo di certificazione. Le certificazioni le puoi ottenere o passando dei test e pagando, oppure descrivendo le operazioni principali di lavorazione attraverso foto e didascalie. Noi Medusa offriamo tutto il panorama di certificazioni esistenti, da sempre. Il cliente non è stupido, va coinvolto e guidato nella scelta perchè tutti siamo ignoranti in qualcosa. Dei metodi di presentazioni brevi di un prodotto ne è stato fatto un abuso, facilmente copiabili da chiunque, complice un Mercato nel quale puoi far disegnare un prototipo nel tuo paese lucrando su un designer squattrinato tenuto a partita IVA e produrre tutto in Cina per poi rimarchiare l’oggetto “Made in Italy”. Tutto ciò è molto più vicino alla realtà di quanto si possa immaginare.
Per finire…La storia della tradizione. Come faceva mio nonno, come faceva mio zio, ecc. Quante volte l’abbiamo sentita questa litania? Se usi sempre gli stessi materiali, è ovvio che ti andrà sempre bene il lavoro fino a quando non ci sarà un rinnovamento. Se ripeti pedissequamente, senza capire, le azioni per svolgere un lavoro che porti ad un prodotto finito, come farai quando, per qualche motivo, cambieranno le variabili in gioco? Una volta superata la curva di apprendimento, che può variare in termini di tempo da individuo ad individuo ma ha comunque una fine, se si utilizzano sempre gli stessi materiali e arnesi chiunque prima o poi può produrre qualitativamente e quantitativamente le stesse cose che produci tu. Da artigiano è inutile vantarsi del fatto che certe cose le si fanno tutt’ora come il nonno o qualche trisavolo, anzi, dovrebbe essere una pecca nel curriculum perché non si è mai riusciti a rinnovarsi. A chi piacerebbe, Professor Timothy, se, mentre si è sdraiati su un lettino d’ospedale, un medico dicesse che opererà ancora come da tradizione, ai tempi di Maria Antonietta?
Gli artigiani pensano ancora che alcune regole non valgano per loro mentre per tutto il resto del mondo sì.

T.B.: La soluzione quale sarebbe, tu cosa hai fatto quindi?
A.: I politici dovrebbero imporre meno tasse, specialmente ai giovani artigiani per evitare frustrazioni e chiusura di piccole e medie imprese.
Io personalmente, insieme agli artigiani miei amici e collaboratori, in parte già nominati precedentemente, cerco e cerchiamo di studiare sempre materiali e tecniche nuove, fare tests, progettare e poi produrre. Ho lavorato anche a turbine elettriche/nucleari.

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Tramite questo lavoro e nel corso dei miei studi ho avuto insegnanti che sono stati miei Maestri di vita ( Proff. Emilio Gatti, Cerrai, Cesare Marchetti, Businaro, Mario Dente, Guido Possa, ecc.). Ho imparato quindi ad avere una visione ampia grazie a questi Geni che hanno fatto la Storia dell’industria italiana e nel Mondo. Io stesso sono stato, come i suddetti Professori, nel Direttivo dell’Associazione Italiana Metallurgia, nel CISE, tutt’ora in varie Associazioni di Chimica e Ingegneria Chimica. Abbiamo utilizzato tecniche, strumenti e materiali adoperati per taluni settori (turbine ad esempio) adattando il tutto alla costruzione di rasoi. Questo tipo di taglienti così siffatti sono stati utili come prototipi in scala per studiare procedimenti e metodologie adattabili ad altre esigenze (industria automotive, aereonautica, protesi, ecc.).
In questo modo abbiamo sfornato vari brevetti e abbiamo raggiunto vari primati mondiali.

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T.B.: Almeno in Italia quindi il ritorno alla Rasatura Classica, Wetshaving, Rasatura Old Style è stato, grazie a te e ai tuoi amici un fenomeno tornato in auge tramite il Web. Cosa ne pensi di Youtuber, Blogger, ecc?

A.: Io stesso sono un Forumista. Mi distinguo da altri artigiani perché, insieme a Fabrizio e alle altre persone della Nostra Equipe e i Professionisti che ci sono accanto divulghiamo informazioni serie e precise tramite Forum, impartiamo lezioni, oltre che produrre manufatti.
Mi distinguo da Youtuber, Blogger, Influencer, ecc. perché non vivo isolato in una stanza autoreferenziandomi e non avendo un contradditorio durante le mie riprese. Io comunico tramite il Forum, per iscritto, è un altro tipo di comunicazione che mi permette di avere persone più interessate alla “materia” a fronte dei numeri più grandi di certe piattaforme ma che sono pesantemente inflazionati.
Non sono autoreferenziato: vengo invitato ad esporre i nostri prodotti, la serie lussuosa, nei luoghi più rinomati al mondo per l’artigianato. Pitti di Firenze, Tenoha in Giappone, ecc. La clientela valuta i nostri prodotti che sono sul mercato.
Il discorso è semplice: perché un farmaco viene prodotto prima in laboratorio, poi si fanno test di reazione chimica, in seguito si attuano test su animali e poi sull’uomo prima che il dispositivo medico venga messo in commercio? Perché ogni volta cambiano delle variabili che possono alterare i risultati dei test e quindi bisogna attuare dei procedimenti per sistemare le “cose”.
Perché quando si guarda un filmato su YouTube tutto sembra andare sempre liscio al protagonista? Perché le variabili non cambiano mai, quelle sono le tempistiche, quella è la solita stanza.
Non guardi uno Youtuber per cercare risposte, lo guardi per svago. Lo youtuber improvvisa e sarebbe anche simpatico se non pretendesse di essere onnisciente al grido di:-“ Non so di cosa parlo ma parlo perché non sono esperto però…”. Finta umiltà allo stato puro…
L’analisi è sempre da attuare metaforicamente immedesimandosi in coloro che seguono certi fenomeni e Social.
Le racconto un aneddoto. I congressi di Solvay sono stati fondati dall’omonimo industriale e sin dal 1911 vengono svolti ogni tre anni a Bruxelles.

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Si riunivano e riuniscono per parlare di fisica le migliori menti e premi Nobel di questo campo del Sapere. Fino a quando Solvay era in vita, Egli pretendeva di dire la sua, dal palco, a conclusione delle giornata. Disquisiva di Fisica asserendo ovviamente corbellerie, non comprovate dai fatti. Non si lamentava nessuno: perché? Perché la platea era composta da persone selezionate che conoscevano la verità sulle ricerche di fisica, Solvay pagava tutto e permetteva così a sue spese di far incontrare fisici di varie nazioni e auspicava, in questo modo, la nascita di nuove idee e scoperte.
Le “rivelazioni” degli Youtuber sono pane per gli ingenui, loro non si prendono la responsabilità di ciò che dicono, ne fanno spese altri, ciò è grave. Noi creiamo eventi e ci “mettiamo la faccia”, come si suol dire, sempre, dal vivo.

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Re: Intervista

Messaggioda Aldebaran » 21/10/2019, 18:50

Parte riguardante la filosofia di progettazione alla base della creazione dei rasoi Medusa.


T.B.: Hai altro da aggiungere per terminare questa intervista?

A.: Nel campo dei rasoi, quando ci sono entrato quasi dieci anni fa, avevo visto sfide che richiedevano uno sviluppo innovativo. Le maggiori ditte utilizzavano ancora, dopo più di un secolo, lo stesso tipo di acciaio a cui si è aggiunto l’inox per coltelleria, quasi cinquanta anni fa. Si richiedeva lungimiranza anche nella tutela ambientale, cosa che sono riuscito a fare utilizzando acciai da polveri di nuovissima generazione. Ci entrai con entusiasmo e fiducia. Il mio approccio partiva dall'alto, dal prodotto - dal sistema globale - per definire attraverso la pianificazione gli obiettivi di innovazione, le cose da fare, le linee direttrici di ricerche sulle parti , sui componenti per arrivare ad innovare il tutto.

T.B.: Non sa di ritorno all'ingenuo positivismo ottocentesco questo tuo ultimo pensiero?
A.: Ho messo per iscritto, sul forum, oltre che notizie tecniche anche riflessioni sul progresso. Non mi pare di essere stato mosso dallo stesso spirito di glorificazione caratteristico del positivismo ottocentesco. Volevo invece cercare di capire se esistesse un modo per affrontare il problema che non fosse altrettanto semplicistico, che tenesse conto della complessità del sistema - della interazione del tutto sulle parti e viceversa - e che permettesse un approccio ragionato al problema di gestire il progresso tecnologico (nel campo dei rasoi, come accade in altri settori dell’industria). In fondo l’acciaio è un materiale molto versatile!
T.B.: Noto un po' di frustrazione nelle tue parole.
A.: Sì è vero, ma cerco comunque di vedere il “bicchiere mezzo pieno” come si suol dire.
Intanto ho capito meglio le ragioni e le speranze dei riduzionisti, quelli che pensano che il vero problema per capire il mondo sia trovare le leggi elementari - magari un'unica legge - da cui tutte le altre derivano. Ho capito l'importanza dell'analisi, di rompere il complesso nelle sue parti per cercare di capirlo. D'altra parte anche se ci si limita al solo problema del conoscere, l'analisi ha i suoi limiti. Non ci permette - se il sistema è sufficientemente complesso - di predirne i comportamenti globali partendo dalle leggi che governano le parti. Basta pensare ai sistemi viventi. In questo caso è vero che le approfondite conoscenze sul DNA offrono grandi speranze di operare per risolvere problemi dati. Ma non sono da trascurare le preoccupazioni sulle conseguenze impredicibili.
Non dimentichiamo che il nostro specifico interesse è, più che la conoscenza per la conoscenza, la conoscenza per ridare fiducia nell’azione dell’uomo come costruttore. Questo è l’obiettivo di questa intervista sull’artigianato e l’istruzione che può portare a migliorarlo. Mal si concilierebbe questa fiducia con una visione deterministica, anche se di nuovo tipo in cui il futuro finirebbe per non avere incognite.
Prendo il tutto come un gioco: Per giocare bene occorre conoscere le regole del gioco e prepararsi al loro cambiamento. Si può imparare a giocare a scacchi, ma non basta imparare le regole (l'equivalente delle leggi elementari per i riduzionisti). Per vincere occorre, mentre la partita si sviluppa, saper cogliere le forme, le globalità, la bellezza del gioco che si sviluppa.
T.B.: Il ritorno alla cultura della rasatura classica, che pone più importanza all’ecologia dato che si producono molti meno rifiuti e si riducono gli sprechi e l’attenzione che hai posto all’ambiente tramite l’uso di materiali innovativi non ti hanno mai fatto venire in mente che forse dovresti leggere o rileggere gli insegnamenti di Darwin?
A.: Certo! E, penso, non solo a Darwin, ma alla più complessa visione dell'evoluzione biologica che ne è seguita. Dallo studio della descrizione del progresso del vivente che danno paleontologi, biologi, microbiologi, viene naturale trovare analogie. Capire, ad esempio, come avviene il processo di creazione di nuove specie - l'isolamento geografico di popolazioni, o il trasporto di femmina gravida in un nuovo ambiente o l’interazione di specie vicine nello stesso ecosistema - porta immediatamente ad analogie nella storia dell'innovazione tecnologica. Se ho dato un qualche contributo allo sviluppo dell'innovazione dei rasoi insieme ai miei collaboratori, forse l'ho potuto fare proprio perché provenivo da settori del tutto diversi dove ancora opero. E la strategia aziendale, quando ha voluto assicurarsi la generazione di idee innovative forti, non ha forse favorito l'isolamento dei laboratori di ricerca centrali in un ambiente separato e diverso da quello della produzione? Si veda, per fare un solo esempio, il caso dei Central Laboratories della General Electric che ben conosco proprio perché ho lavorato nel campo delle turbine.
T.B.: Ma allora la domanda finale è questa: Se l’uomo a causa anche di internet e dell’ambiente che lo circonda non ha più la manualità di un tempo, come fa a gestire prodotti, per la rasatura in questo caso, che tu produci e che sono più complessi tecnicamente di quelli del passato?
A.: I rasoi Medusa vengono creati con una tecnologia che aiuta colui che si rade. Precedentemente ti ho riferito che lavoravo presso un arrotino come restauratore di rasoi. Mi sono accorto che la gente rovinava facilmente questi strumenti per la poca dimestichezza. Rasoi tolti dal cassetto in cui giacevano da mezzo secolo almeno, riposti con cura, presi in mano da uno sprovveduto in due minuti subivano letteralmente dei danni che avrebbero potuto o non subire mai o solo in seguito ad un consumo fisiologico di altri cento anni.
I Medusa non si rovinano facilmente, sono davvero inossidabili, resistono a vari tipi di urti e abrasioni.
Una prima riflessione da fare, che è importante, è ragionare sulla creatività. Gli animali per modificare l'ambiente a loro favore non mancano certo di creatività. Quello che tuttavia distingue l'uomo è la capacità di trasferire esperienze e conoscenze ai posteri, in qualche modo impacchettandole, così che si possano usare senza dover ogni volta ricominciare da capo. Si può imparare in poche ore a fare oggetti di plastica senza conoscere niente di chimica organica. Le conoscenze relative sono impacchettate nei materiali e nelle macchine oltre che nei manuali di istruzione.
Ma anche questa cosa di vedere il progresso come una costruzione complessa che trova via via modo di semplificare le tappe future attraverso l'impacchettamento in mattoni non l'ha certo inventata l'uomo. Sembrerebbe esistere una logica della conoscenza e dei prodotti della sua applicazione, simile alla logica del vivente di cui parlano i biologi per cui gli esseri viventi si costruiscono attraverso una serie di impacchettamenti (aminoacidi, cellule, organi).
Per dirla breve, l’uomo odierno deve lasciare il più possibile la vita Social da Voyeur e applicare la sua creatività innata al mondo e nel mondo intorno a sé.
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Re: Intervista

Messaggioda Aldebaran » 17/11/2019, 21:39

Buonasera a Tutti,

riporto direttamente dalla mia intervista:

Timothy Bates: Riguardo sempre al tuo passato, è vero che sei imparentato con Corradino D’Ascanio, l’ingegnere abruzzese che compì studi pionieristici e inventò la Vespa?
Aldebaran: No, non è vero. Una parte della mia famiglia è imparentata con lui. La primogenita del mio bisnonno materno, la sorella di mio nonno, morta qualche anno fa a 94 anni aveva un marito. Suo marito era il cugino di Corradino D’Ascanio e infatti anche il suo cognome era D’Ascanio. Ebbero dei figli maschi, che tramandarono il cognome, che a loro volta ebbero altri figli maschi. Uno di questi miei “cugini” è stato paracadutista militare e ripara aerei militari come fece, per parte della sua vita professionale, l’Ing. Corradino.



Mio cugino Ermenegildo D'Ascanio è tra i promotori della delibera, già approvata in seguito alla formulazione ufficiale da parte del Presidente del Consigliere Comunale Gaetano Diodati di Popoli, finalizzata ad avviare un processo formale ed istituzionale con la Regione Abruzzo per aggiungere alla Denominazione "Aereoporto d'Abruzzo la dicitura "Corradino D'Ascanio". D'Ascanio fu un ingegnere abruzzese imparentato con parte della mia famiglia: Genio Aereonautico, inventore del volo verticale, dell'elica a passo variabile e della Vespa ( e non solo ).
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